Un salto all’Imperial War Museum

Una replica di "Litte Boy"
Una replica di “Litte Boy”

Ho finalmente avuto modo di fare un salto all’Imperial War Museum di Londra. Si trova vicino a casa, ma non ero mai riuscito ad avere abbastanza tempo libero per farci una visita come si deve.

La struttura è molto grande. Ci sono ben 5 piani di esposizione, pieni di oggetti appartenuti a soldati di ogni nazionalità e di resti di attrezzature e macchinari, nonché numerose repliche di missili e armi, ma anche veri e propri reperti sopravvissuti alle bombe. Il museo è interamente improntato sulla Seconda Guerra Mondiale, ed al 5° piano ospitano delle mostre variabili, con numerosi focus su personaggi di spicco (molto spesso solo britannici).

L’ingresso al museo è gratuito, e si paga solo se si vuole visitare il focus all’ultimo piano. Tutto il resto dell’edificio è visitabile gratuitamente, compreso il grande parco all’esterno, dove è presente un pezzo del Muro di Berlino. È un luogo che vale la pena visitare, anche se non siete appassionati di storia o di guerra. Anche se, è abbastanza palese, gli Inglesi hanno un concetto molto particolare (e di parte) sulla storia, sopratutto quella recente.

L'acquila del Reichstag di Berlino
L’acquila del Reichstag di Berlino

Nei primi 2 piani è possibile osservare numerosi resti e reperti, sopratutto macchinari e armi pesanti, ma anche oggetti comuni appartenuti a soldati di ogni rango. C’è una vasta collezione di oggetti appartenuti ai militari Inglesi, ovviamente, che varia dalle armi alle uniformi, dagli equipaggiamenti alle “nuove” tecnologie dell’epoca.

Spazio rilevante è dato alle macchine ed ai resti di veivoli. È possibile infatti osservare numerosi resti di aerei, veicoli blindati e carri armati, resti originali direttamente dagli anni ’40 del vecchio secolo. Resti in cui morirono delle persone.

Altro grande spazio è dato ai resti della Germania Nazista. È possibile osservare l’acquila del Reichstag di Berlino (l’originale, del 1938), così come tutta una serie di oggetti comuni all’esercito nazista. Di spicco un’uniforme completa (anchessa originale) delle SS, messa di fianco all’abbigliamento dei detenuti nei campi di concentramento. Un contrasto di non poco conto.

Molto poco è esposto riguardo all’Italia. È presente una vetrina contenente diversi oggetti presi sul campo: delle uniformi, delle maschere antigas, dei rilevatori di mine, delle mine e di cartelli di legno che indicavano, appunto, la presenza di mine. Per il resto, c’è solo qualche riferimento all’asse, e nient’altro.

Una replica della famigerata macchina Enigma
Una famigerata Enigma

Oltre ai reperti della WWII, è presente un reparto dedicato agli equipaggiamenti militari, partendo sempre dagli anni ’40 fino ad oggi, con una piccola sezione dedicata al futuro. È dedicata quasi interamente agli equipaggiamenti Inglesi, ed è presente molto poco degli altri paesi (ci sono dei documenti Italiani, tra cui un foglio della Marina Militare ed uno del Comune di Ravenna).

Nella sezione dedicata alle comunicazioni, sono presenti le primitive radio da campo, delle antenne artigianali, ma anche dei macchinari per cifrare i messaggi, tra cui la famosissima macchina Enigma. Una copia originale e funzionante è in bella vista, e su un tablet è possibile provarne il funzionamento tramite un’app.

Da qui in poi, si prosegue in una zona dedicata ai conflitti più recenti. È possibile ammirare un dipinto su piastrelle dedicato a Saddam Hussein, preso direttamente dall’Iraq, o l’equipaggiamento suicida di alcuni talebani. Tra le altre cose, anche qui è presente un pezzo del World Trade Center, una trave (io li vidi qui per la prima volta). Finita questa sezione, si può salire al 3° piano, dove sono presenti delle esposizioni d’arte permanenti, con dipinti e fotografie sulla guerra. Non solo i conflitti del passato, ma anche i più recenti, e quelli ancora in corso.

Il 4° piano invece è interamente dedicato alla Shoah. È la zona più toccante del museo, sopratutto per la presenza di foto e video originali in possesso dell’IWM, non tutti reperibili in rete. Oltre alle solite spiegazioni su come avvenne la deportazione, sono presenti numerosi resti, provenienti sopratutto dai campi di concentramento in Ucraina, tra cui oggetti di uso comune. Di enorme importanza e valore i vari video dell’epoca, le numerose foto e le testimonianze dei sopravvissuti. Sono forse le foto le “peggiori”, nel senso che rendono estremamente bene gli attimi, spesso gli ultimi prima della morte.

Il 5° piano infine, come già detto, ospita delle mostre temporanee su alcuni personaggi importanti della WWII, spesso soldati comuni, quasi sempre dell’esercito Inglese.

Come già detto inizialmente, gli Inglesi hanno un rapporto particolare con la storia: si sentono gli attori principali in ogni cosa. Ad esempio, per quanto riguarda la Shoah, si attribuiscono il ruolo di “principali liberatori” del popolo Ebraico, nonché coloro che fecero più opposizione ai campi di concentramento e che accolsero più rifugiati in Europa. Un punto di vista un po’ in contrasto con la storia che abbiamo studiato a scuola.

Ad ogni modo, l’Imperial War Museum è l’ennesimo museo di Londra che va visitato, senza se e senza ma. Vale la pena fare un salto un po’ fuori dal centro per perdersi in tutti questi reperti ed in tutte queste storie, anche se sono cose che sappiamo già molto bene. Vedere un pezzo del Muro di Berlino, così come una replica della bomba atomica sganciata sul Giappone, oltre che tutti i resti e le attrezzature, non ha veramente prezzo.