Il memoriale massonico nel cimitero di Crotone

Sempre attenti ai dettagli
Sempre attenti ai dettagli

Probabilmente vi ricorderete le varie polemiche che hanno interessato il Cimitero Comunale di Crotone. Dapprima, ci furono le lamentele generali per via delle nuove costruzioni, vere e proprie palazzine, che avrebbero abbruttito il vecchio cimitero. Poi ci fu’ la questione della rimozione delle salme storiche dalla parte più antica del cimitero, da spostare in ossario per far posto ai nuovi defunti. Più nota è la questione della rimozione della croce dal cancello d’ingresso principale, poi rimessa (ahimé) per via delle proteste. Senza contare le innumerevoli lamentele per via dei lavori di riqualificazione stradale.

Insomma, le proteste abbondano. Ma pare che a nessuno abbia dato il minimo fastidio che il Comune abbia concesso, a titolo gratuito, l’occupazione di circa 90 metri quadrati di spazio per installare un monumento in memoria dei fratelli di due note logge massoniche della città. Vero, 90 metri quadrati non sono molti, ma nel cimitero abbiamo palesi esempi di come, nello stesso spazio (e in spazi addirittura più piccoli), si possano ricavare diversi loculi per la popolazione. Senza dimenticare che i “problemi di spazio” (la mancanza di loculi liberi) sono ben noti e documentati, e che negli ultimi due anni i defunti hanno dovuto aspettare anche diversi mesi prima di poter essere alloggiati. E, come se la questione del poco spazio non bastasse, c’è anche da sottolineare il “titolo gratuito”. Si, avrebbero avuto 90 metri quadrati gratis. Penso che sappiate quanto costa un loculo (qui va da 1.500€ a 2.500€), senza contare i costi accessori (come la lampada, ∼20€ all’anno) e i costi di lapide e funerale.

La morale è sempre la stessa: mentre la povera gente va in contro ad innumerevoli problemi (non solo i costi, ma anche il Comune che non rilascia i contratti del loculo) che vanno a complicare una situazione delicata (il funerale di un’amico o di un parente), esistono dei privilegiati che non solo “hanno diritto” a più spazio, ma ne “hanno diritto” anche gratuitamente. Ed il tutto per ricordare, sempre e solo, la memoria dei propri fratelli.

Ma tralasciamo il tono polemico, e diamo un’occhio al memoriale.

Il monumento in dettaglio
Il monumento in dettaglio

Il monumento è molto sobrio e semplice, palesemente ben studiato e, per questo, ben fatto. Sorge nel centro di un piccolo prato: questo spazio una volta era l’ossario comune, ossia il luogo dove venivano sotterrate le ossa di tutti coloro che non potevano permettersi un posto all’ossario. Un bel paradosso. In disuso da decenni, era diventato un semplice spazio verde. Ad oggi, non dovrebbero essere rimaste delle ossa nel terreno, ma non lo si può dire con certezza.

L’area è recintata da un cordone, e vi è un unico accesso, in fronte al monumento. Il sentiero per arrivare vicini alla lastra è decorato a mo’ di scacchiera, ovviamente.

Una volta in fronte alla lastra, noterete la squadra ed il compasso, posizionati al di sopra di un cippo triangolare. La sigla G.O.I. sta per Grande Oriente d’Italia, mentre la sigla posizionata al di sopra della scultura (A.G.O.G.A.O.U.) non saprei proprio tradurla.

Le due date invece non indicano la nascita e la morte di qualcuno: sono rispettivamente le date di fondazione di due note logge della città, I Pitagorici e Mediterraneo, che non sono comunque le uniche due logge esistenti.

Raggiungere il monumento non è difficile: basta entrare dal cancello principale e andare dritti. Arriveremo in fronte alla cappella privata di Luigi Berlingieri, e allora ci basterà girare a destra. Lo vedremo subito.

Il memoriale è stato posizionato a Novembre 2014, quindi a breve compirà un anno. Nonostante l’intenzione di posizionarlo venne resa nota (venne pubblicato un piccolo inserto sul Crotonese e su CrotoneOk), il suo effettivo collocamento passò in sordina, e, a parte qualche iniziato, in pochi hanno saputo la novità. Nessuna delle persone a cui ho chiesto sapeva della sua esistenza.

Enemmeno io lo sapevo: se oggi non mi prendeva l’intrippo di andare a fare il dovere (nonostante la pioggia), sarei ripartito con questa mancanza.