Girare in bici, a Londra

Cycle Superhighway 7
La Cycle Superhighway 7

Come ho già detto, i ciclisti sono un gran bel pericolo nella city. Però, come ricorderete, ho ricevuto una bicicletta come regalo di compleanno, e non usarla è proprio un peccato. Il problema è rapportarsi con le strade, piuttosto grosse e trafficate, che un conto è girare in bici a Crotone, un conto è farlo a Londra.

Ecco allora che, dopo un’attento studio di mappe ed una accurata osservazione delle bike lane durante i tragitti in bus, mi prendo coraggio e mi faccio il percorso casa – lavoro – casa in bici. È andata bene, sono ancora vivo e illeso, ed è stato anche piacevole.

Dopo questo bel giro, posso dire che userò molto più spesso la bicicletta per andare a lavoro. Anzi, conto di usarla quotidianamente da oggi in poi, complice il tempo non eccessivamente cattivo.

Per tutta una serie di motivi e particolari, mi sento di consigliare l’uso della bicicletta. Sia perché praticamente ogni grande strada ha la sua bike lane, sia perché sono diponibili innumerevoli Cycle Superhighway, e raggiungere un qualunque punto è estremamente semplice, veloce e sicuro.

Le motivazioni che mi porteranno ad usare di più la bici sono:

  • Ci impiego di meno: 20 min. di metro, 25/30 min. di bus (che dipende dal traffico, e possono essere anche molti di più), e circa 15/20 min. in bici, con la differenza sostanziale che con la bici mi fermo davanti al lavoro, con la metro no;
  • Posso evitare di rinnovare ogni settimana il dannato abbonamento della Oyster, mio acerrimo nemico sin da prima di arrivare in terra Albionica, e tenere giusto una decina di pound di sicurezza;
  • Passare su un qualunque ponte, che sia il Southwark o il Waterloo, in bicicletta ha tutto un’altro effetto;
  • Faccio un po’ di attività fisica. Ok, sono dimagrito, però muoversi un po’ non farà mica male, no?

Ad ogni modo, è facilissimo: basta seguire i segnali orizzonali. Le corsie stradali sono appositamente pensate per avere una corsia di marcia, una corsia per i bus ed una per le bici. Dove non c’è abbastanza spazio, queste vengono accorpate (ad esempio molto spesso bici e bus vanno insieme, mentre altre volte sono tutte e tre su un’unica strada). Ad ogni semaforo, c’è un buono spazio di stop dedicato alle biciclette. Insomma, anche pedalando in piena corsia, sei abbastanza sicuro che nessuno ti mette sotto.

Sono stato particolarmente colpito dalle Cycle Superhighway. Sono semplici strade, dove però è dedicato più spazio ai ciclisti, e maggiori attenzioni. Spesso ci sono dei cordoli o dei muretti che separano la corsia auto o bus da quella per le bici, ed in effetti sono pensate proprio per essere delle superautostrade: ci sono semafori, segnali, indiciazioni, parcheggi, panchine per fermarsi, fontanelle. Una sorpresa. Casa è vicina alla CS7, che purtroppo ho scoperto condurmi in un posto che non è il lavoro. Peccato.

Devo attrezzarmi meglio: un sellino più comodo, qualche catarifrangente, una cerata per quando piove. Ma, tutto sommato, è fattibilissimo.

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