Divide et Impera

L’ipotetico canale (via Quotidiano del Sud)

Ogni tanto in Calabria sognamo. Voliamo in alto, ma parecchio, immaginando anche cose irrealizzabili o comunque prive di effettiva utilità. I progetti fioccano, e la scelta è ampia. A Crotone si discusse per parecchi anni di EuroParadiso, che ricorderete sicuramente. Ma c’era anche la “Nuova 106” (che periodicamente salta fuori) e una metropolitana urbana. In tutta la Regione è così: si pensi al famigerato Ponte sullo Stretto, così come all’ammodernamento della mai terminata Salerno-Reggio Calabria, e tutti i resort e villaggi che saltano fuori per rilanciare il turismo, e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, non è che la scelta ci mancasse. Eppure oggi, a sorpresa, salta fuori un “nuovo” progetto: un canale. Un canale che divide la Calabria da Squillace a Lamezia, per permettere alle navi di risparmiare dalle 13 alle 16 ore sulla tratta. Ma non è tutto, perché se ciò non bastasse la costruzione del canale porterebbe con se tutta una serie di opere annesse: strade futuristiche, percorsi, opere di efficentamento energetico e di messa in sicurezza e, udite udite, ben due nuove città (non paesi, città)!

Il canale verebbe chiamato “Canale dei Due Mari”, mentre le due città si chiamerebbero Neotalossopolis (Nuova Città del Mare) e Neoeliopolis (Nuova Città del Sole), in onore di Tommaso Campanella. Le città sono state presentate come ricche di grattacieli e campi da golf. Due serie priorità in terra Calabra.

Il (brutto) progetto è stato presentato oggi in Regione, e a quanto si legge verrà proposto al ministro Graziano del Rio. Il tutto è stato proposto da un certo Domenico Pio Riitano, avvocato che pare coincidere anche all’essere il presidente del Lion Club nella Zona L. Questo avrebbe specificato che il canale verrebbe a costare tra i 6,5 ed i 9 miliardi di €, e che non è un’idea nuova: venne proposta la prima volta nel 1887, per poi essere ripresa anche dal regime fascista nel 1936, e finire accantonata fino ad oggi, 1 Settembre 2015.

Ora, capisco l’intento nobile del cercare qualcosa che possa essere utile. Ci sta. Ma l’idea del canale è “un po’” assurda. A parte i lavori sui fondali, il lavoro di scavo, gestione dei liqudi e messa in sicurezza rischia di essere realmente infinito. Per più motivi.

Un’opera titanica, inutile per quanto enorme. In Calabria, ora come ora, abbiamo bisogno di altro.