Serpi astute

Salvini a Sant’Anna (foto “Il Crotonese”)

In questi giorni Matteo Salvini è sceso in Calabria. Non per farsi una settimana di mare, bensì per guadagnare consenso anche fuori casa. O, almeno, per provarci.

Purtroppo, anche al sud c’è chi gli da credito. Il movimento Noi Con Salvini sta riscuotendo un “discreto successo”, sopratutto in Campania. Un successo che ha una doppia chiave di lettura, sia per la facilità nostrana ad aprire sedi di movimenti e partiti pur di accaparrarsi una parte del bottino, sia per le minchiate facilone a cui, purtroppo, la gente continua ad abboccare.

Finisce così che c’è almeno un sostenitore serio di Salvini (anzi, delle sue “idee”) in ogni località del sud. Anche solo un simpatizzante, o qualcuno che dice o pensa che, in fondo, non stia dicendo nulla di sbagliato.

È bene ricordare che le serpi sono astute, molto astute. Sanno come arrivare al proprio obiettivo. E sanno ingannare. Salvini è un esempio perfetto: viene una volta a Crotone, scortato e protetto, per fare qualche foto con il tablet a quella povera gente che vive in stazione, fa una visita al CARA ma tutto quello che riesce a ripetere è la solita (da più di vent’anni) pippa sull’immigrazione. Un tema che, per quanto vero e ricco di sfumature non troppo facili, viene usato solo come pretesto per far leva sulle frustrazioni e paure delle persone.

A questo punto non so se sia peggio chi si sente minacciato/frustrato per l’immigrazione o chi fa leva su un sentimento tanto popolare e sentito. Ma è un altro discorso. Quello che mi preme ricordare, è che non bisogna dare peso alle cose dette, ma bisogna pesare chi le dice. Salvini potrà dire anche la più grande verità del mondo, ma resterà per sempre un’uomo (prima ancora che un politico) che ha basato la sua carriera sull’istigazione, sulla demarcazione di un nemico comune, che appartiene ad una classe politica anti-popolare ma populista, e, sopratutto, ad un partito politico fratricida che, sconfitto nel tentare di dividere l’Italia, cerca ora di separarla dall’altro sud, quello un po’ più giù, ed anche dall’est (quello povero ovviamente, non quello ricco).

Appunto: una serpe astuta. Ma, pur sempre e per sempre, una serpe.

Ricambiamo il dito medio, con un invito a godersi il mare 😉