Partecipare all’Hay Festival

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Uno dei tanti muri di libri

Per quante cose si possono sapere, non si sa mai tutto. È stata questa la reazione quando ho saputo dell’Hay Festival, un festival nazionale che si tiene ogni Maggio nella piccola cittadina di Hay-on-Wye, al confine tra Inghilterra e Galles. Non ne avevo mai sentito parlare, ne tanto meno avrei mai pensato di andarci.

Quest’anno (2015) il festival va dal 21 al 31 Maggio, con un calendario bello ricco di eventi. Purtroppo per noi, la cittadina si trova a circa 240 km da Londra, e ci siamo dovuti accontentare di un tour de force di poche ore, grazie al bank holiday. Ma va bene così.

Dopo aver letto diversi articoli riguardo al festival, eravamo tutti abbastanza gasati. “Hay Festival, the Woodstock of the mind“, disse addirittura Bill Clinton. Alcuni articoli sono fin troppo precisi, e titolano: “Hay on Wye, la cittadina di 1800 abitanti con 40 librerie“, dove addirittura si possono trovare libri vecchi di secoli, se non veri e propri capolavori e tesori.

Giusto il tempo di pensarci. E di noleggiare una macchina.

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La torre dell’orologio, e qualche turista

Il paesino è decisamente sperduto. Non è difficile da raggiungere, tuttavia una macchina è la migliore opzione: la stazione treno e bus più vicina dista circa 40km (si trova ad Hereford), ed i collegamenti ad Hay sono piuttosto scomodi (l’ultimo bus per andare a prendere un mezzo è alle 19). Anche pernottare è un po’ un problema, dato che nel paese ci sono pochi B&B. Più strutture si trovano, paradossalmente, nelle campagne vicine, sopratutto nel grande (e bel) parco di Breacons.

Una volta arrivati, si parcheggia la macchina in un grande spiazzo all’ingresso del paese. Il parcheggio è a pagamento, ma la cifra è irrisoria: 2.50£ per stare più di 4 ore. Chi arriva dopo le 20:00 invece parcheggia gratis. Il paese, come già detto, è molto piccolo, e si può girare interamente a piedi.

Nella piazza principale, subito sotto al castello, sono allestiti degli stand, ed è il punto di ritrovo principale. Da li ci si dirama nei pochi vicoli. Camminando con calma, si potrebbe visitare l’intero paese in circa 30 minuti, date le sue dimensioni. Per fortuna, ogni angolo è stracolmo di libri, e fermarsi per dare un’occhiata si trasforma in un lungo scrutinio dei titoli.

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Come ti reinvento un vicolo

Partiamo subito con una precisazione: non ho contato 40 librerie. In tutto il paese, durante l’evento, ci sono sicuramente una quarantina di punti vendita di libri. Questi includono anche il ristorante, il pub, la farmacia, il negozio di souvenir, ed altre attività commerciali. Molti di questi punti poi vengono allestiti appositamente per l’evento. Ad ogni modo, ho contato poco meno di 20 librerie ufficiali (ossia veri e propri negozi dedicati interamente ai libri), che è comunque una media altissima.

Se qualcuno si chiede che genere di libri è possibile trovare, dire di tutto è riduttivo. C’è di tutto e di più. Le librerie sono molto fornite, ed hanno aree tematiche molto vaste. La maggior parte di queste occupano l’intero spazio di una casa, offrendo così ben tre piani di scaffali da consultare. Inoltre, alcune librerie sono esclusivamente dedicate ad un unico genere letterario, come la libreria Mayhem, dedicata solo a libri horror.

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Un Honestly Bookshop

La parte più caratteristica, a mio avviso, sono gli Honestly Bookshop, come quello che vedete in foto. Sono degli spazi aperti riadattati a librerie, dove sono esposti una moltitudine di libri, riviste, vinili e quant’altro, senza un ordine o una catalogazione. Messi semplicemente li. Questi bookshop sono diversi rispetto alle librerie, perché i libri hanno un prezzo “consigliato” fisso: quelli con copertina morbida 0,50£, quelli con copertina dura 1,00£. Indipendentemente da dimensioni, grandezza, numero di pagine o argomento. Dico consigliato perché nessuno vi chiederà soldi per i libri che prendete! C’è solo un piccolo box dove lasciare le offerte. Il termine honestly ha una doppia valenza: ad essere onesto non è solo il prezzo, ma dovrebbe essere anche l’acquirente. Nelle librerie invece, i libri hanno prezzi di mercato, mentre i volumi più rari toccano cifre indicibili.

In aggiunta, ci sono anche delle bancarelle di antiquariato, ed un mercato eclusivamente di musicassette, CD e vinili (dove ho trovato diversi CD di musica rap degli anni ’90 originali e sigillati, sebbene fuori produzione, alla modica cifra di £2). Se avete fame poi, nel paesino potete scegliere tra una gelateria, un bistrot, tre pub, due sale da thé, un’hamburgeria e diversi stand allestiti per l’evento. Con il cibo è sempre la stessa storia.

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Il fiume Wye

Nell’arco di una giornata si possono visitare tutte le librerie del paese. E poi? Non finisce mica qui. Come detto prima, vengono organizzati un sacco di eventi, che si svolgono poco fuori dal paese. Precisamente, subito dopo il fiume Wye. Viene allestito un grande accampamento, con giostre, chioschi e diverse yurte a bordo fiume. Nelle varie tende si trovano piccole botteghe, ci si può fare massaggiare, fare yoga o affittare una canoa.

In questo grande spazio aperto, vengono organizzati anche diversi eventi artistici, a partire dalle 19 fino a tarda sera. L’ingresso all’area (ed alla sua depandance nel paesino) si paga: £8, e si può accedere per tutta la durata dell’evento. Purtroppo, ci siamo dovuti accontentare di guardare il tutto da fuori, dovendo rimetterci in macchina per affrontare il viaggio di ritorno.

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Tra le varie perle

Pensavo di comprare una caterba di libri, ma alla fine ne ho presi “appena” 7. Questa volta, niente saggistica, solo romanzi. E quando mai. E pensare che c’erano tante proposte interessanti.

Il festival è considerato “di sinistra“, non solo per le esibizioni e per l’impronta, ma anche perché è il Guardian a finanziarlo. Ad ogni modo, in tutte le librerie era presente una sezione sovietica, e non erano in pochi ad avere addosso una falce ed un martello (tra magliette, spille e addirittura cover del telefono).

 Sebbene sia durata decisamente poco, è stata una bella esperienza, una di quelle cose che sono da fare, ma non lo sai fino all’ultimo momento. La quantità dei libri è impressionante, e si trova davvero di tutto e di più, da manuali a favole illustrate, da romanzi a saggi, dai libri tecnici a quelli fantasy. E poi, è stato un modo per arrivare in Galles, un altro posto da scoprire.

Insomma, questo piccolo festival è stato un piccolo piacere. Un bel modo di usare un bank holiday, e per staccare dalla solita, caotica metropoli. Le campagne Inglesi sono estremamente calme e lente, ed i piccoli borghi che si susseguono sulla strada sono spesso svuotati da ogni essere vivente. Senza contare poi che i cartelli in gaelico sono qualcosa di stranissimo, agli occhi di un profano.