4/20, ossia il Cannabis Day

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Il Burgess Park è diventato uno dei miei parchi preferiti, ma se si può fare una capatina ad Hyde Park, sopratutto in una bella giornata di sole, è sempre cosa buona e giusta.

Tramite un mio amico, vengo a sapere che proprio oggi, il 20 Aprile, si celebra il Cannabis Day, una sorta di evento definito globale, che fa riferimento addirittura ad una vecchia leggenda. E che non avevo mai sentito prima di oggi. Si celebra riunendo un gran numero di persone in un luogo per fumare erba tutti assieme. Ovviamente, il tutto è illegale, ma ampiamente tollerato.

Minchia, te lo perdi? No di certo. Si corre ad Hyde Park, dato che alle 4:20 PM ci sarà l’accensione collettiva. In realtà, era pieno di gente giá dalla mattina, e i veterani hanno sfidato il freddo dopo il tramonto.

Adesso però sono curioso: che è ‘sto 4/20? Da dove arriva? Perché è così sentito qui, ed in Italia invece è poco noto?

Il 4/20 (detto semplicemente 420) non è un movimento, è una sorta di sottocultura nata durante gli “anni hippye” negli USA.

A quanto pare, un gruppo di ragazzi di un college californiano (noti come Waldos) avevano sentito parlare di una piantagione di marijuana abbandonata. Ovviamente volevano trovarla a tutti i costi, così si iniziarono a riunire giorno per giorno, dopo le lezioni, per andarla a cercare. Sapete a che ora finivano scuola? Alle 4:20 PM.

Giravano in auto e fumavano erba, ma della piantagione nessuna traccia. Continuarono per un po, finché non capirono che non avrebbero trovato nulla. Tuttavia, stabilirono che il miglior momento per fumare erba durante la giornata era dopo la scuola, ossia alle 4:20 PM. Si continuarono a riunire quindi giorno dopo giorno, nei giardini del college, sempre e solo per fumare.

Insomma, le 4:20 sono diventate uno standard. Anche la data rispetta i numeri.

Ma come ha fatto una storiella così ad acquisire tutta questa importanza? Qui ci colpano dei musicisti, i Grateful Dead, che, appresa la storia, iniziarono a diffonderla in ogni loro concerto. Il numero 420 divenne quindi una sorta di istituzione nei consumatori d’erba, ed il mito resiste tutt’oggi.

Simpatica storiella. Tuttavia, il consumo di cannabis si è intensificato, allontanandosi parecchio dalle idee hippye degli anni passati. Si fuma per sballarsi, non tanto per “aprire la mente“. Ed è stato piuttosto brutto questo approccio con la controcultura londinese: un sacco di ragazzi (ma proprio tanti) che partecipavano alla giornata attendevano trepidanti l’arrivo del tipo dei palloncini.

A Londra va tantissimo “il palloncino“, ossia un nornalissimo palloncino riempito con ossigeno. Te ne compri uno per “soli” 5£, ne aspiri il contenuto e ti senti la capa vulata per qualche minuto. E la gente ad aspettare per averne uno, coi soldi in mano.

Sono sempre più colpito dal decadimento delle controculture. Ma ne parlerò in altra sede. Il Cannabis Day non è stato nulla di eccezionale. Tuttavia, tra la bella giornata, il sole abbastanza caldo, l’erba verde ed una buona pizza, è stato piacevole passare il pomeriggio nel bel mezzo di Hyde Park.