Get busy

Trovarsela sul letto alle 6 del mattino non ha prezzo
Trovarsela sul letto alle 6 del mattino non ha prezzo

Non c’avevo pensato, quando sono partito, che avevo scelto proprio il giorno del mio compleanno. Me ne sono ricordato adesso, ad Aprile inoltrato.

Insomma, non solo inizia un altro mese di vita qui a Londra (il quarto), ma inizia anche un nuovo anno di vita. Na via e due servizi.

Come regalo ho ricevuto una bici. Erano anni che dicevo di voler andare in bici al lavoro, ma non ne avevo mai comprato una. Ecco allora che, in una metropoli dove non ho ancora ben chiaro dove guardare quando attraverso la strada, posso realizzare questo piccolo traguardo. Sarà bello, sopratutto girare nei parchi (dove non ci sono auto). Una sorpresona, che mi fa sentire ancora in colpa.

Ci si tiene impegnati, insomma. Qui la parola d’ordine è “busy“. Sono tutti “busy“, anche se non c’è da fare quasi nulla. Ti risponderanno sempre “i’m busy“, e se ti vedono poco poco rilassato ti diranno “get busy“. E no, non intendono la famosa canzone (che qui tutti adorano): se provi a ballarla o a cantarla ti diranno “don’t be lazy” (dopo un mezzo sorriso).

Ah, interessante l’approcio con gli “auguri”: una stretta di mano, sorrisone e uno sterilissimo “Congratulation!“. Come se fosse un obiettivo raggiunto. Ma vabbè, magari alcune persone con cui lavoro sono un po’ atipici. Altri colleghi invece mi hanno onorato, anche più di quanto mi aspettassi.

Il mese passato è stato un mese impegnato, busy. Lavoro, casa, bollette, spese. Un mese da formica, non da cicala. Ma va bene così, arriva l’estate, si programmano viaggi, spostamenti, e sopratutto tappe a casa. Al mare, nella propria terra.

Iniziano le belle giornate, piacevoli, tiepide. Non da uscire sbracciati, ma quasi. I 23° (durati qualche giorno) sono stati una sorpresa per me. Ho in parte rivalutato i parchi, ed abbiamo iniziato a scoprire tanti piccoli posti interessanti dove è piacevole stare nelle belle giornate di sole (come Little Venice).

Per il resto… il giorno del compleanno è sempre stato un giorno abbastanza malinconico, per me. Troppi ricordi del passato, di quando si era piccoli, liberi, espliciti, semplici… e tante altre cose che tutti sappiamo. In più, a volte serve il giorno del tuo compleanno per far ricomparire persone “scomparse”. A volte ritornano. A volte fa piacere, a volte da fastidio, a volte è ambiguo. Nel mio caso, serve sempre come memento: allontanati, nasconditi, fai perdere le tue tracce. È sempre utile ricordarsi perché non si è iscritti su un social network. Il passaggio al numero inglese è stato un valido espediente per il 99% di queste persone. Quell’1% continuerà a stupirmi e innervosirvi per il resto dei miei giorni terreni.

Detto questo… Ho voluto la bici? E mo pedalo. Ne conseguirà un’ulteriore perdita di peso (forse, da vedere/decidere), un aumento delle ore di movimento (possiamo dire “sport“?), e forse dei danni alla mia persona. In fondo, la bici cozza proprio con quello che mi ero regalato pochi giorni prima, un bel lettore mp3 già strapieno di musica. Cercherò di farli convivere pacificamente (ed in salute).

Ricominciamo.