Che banca?

Un’altra cosa fondamentale da fare è dotarsi di un conto in banca. Lo so, voi siete come me, e la banca in genere vi sta sul cazzo. Purtroppo qui non funziona come in Italia, e non tutti i datori di lavoro sono disposti a pagarvi con un assegno. Senza contare che qui l’eventuale assegno non lo potete incassare se non avete un conto in banca, né vale la delega come si usa da noi.

In rete, tutti straconsigliano la Lloyd Bank, la famosa banca conosciuta anche in Italia, che qui ha moltissime filiali. Fino a non molto tempo fa era estremamente facile avere un conto in questa banca, ma le cose ora sono cambiate. Le numerose richieste nelle banca più conosciute, diffuse e usate da noi immigrati (come la Lloyd, la Barclays e la Santander) hanno creato una lunga coda di appuntamenti, sopratutto nelle filiali più grandi. Succede così che la Lloyd mi fissa una interview dopo ben due mesi, mentre la Barclays dopo circa 3 settimane. Un lasso di tempo che non si può aspettare, se si ha un datore di lavoro che ti deve dichiarare.

Che fare allora? Ci si rivolge ad altre banche, ma, chi più chi meno, richiedono tutte almeno due settimane di attesa. L’unica banca non ancora sommersa dalle richieste è la TSB (che sta per Trustee Savings Bank, ossia Cassa di Risparmio Fiduciario), una banca fondata nel 2013 e che ha preso molto piede in tutto il Regno Unito (ci sono oltre 630 filiali). Il suo slogan è “Local Banking for Britain“, anche se una grande fetta dei suoi utenti è composta da immigrati, sopratutto latino-americani.

Non mi piace fare pubblicità gratuita, ma ho avuto il mio bank account il giorno dopo essermi presentato. Non hanno fatto problemi per la mia Carta d’Identita leggermente rovinata (mentre le altre banche se ne sono lamentate), e dopo meno di 24 ore di security check ho avuto la mia carta, dotata di IBAN e BIC. Unica nota dolente: c’è un limite di prelievo giornaliero di 200£, che però può essere rimosso gratuitamente facendone richiesta allo sportello.

In generale, aprire un conto in banca nel Regno Unito è molto facile: basta presentarsi alla banca scelta, e chiederne uno standard. Gli standard account sono dei conti semplici, che non hanno costi di attivazione o di chiusura, non avete costi per mantenerlo e non vi permettono di guadagnare interessi su ciò che depositate. Per aprire un conto in banca, dovete necessariamente avere:

  • Un documento d’identità valido (la Carta di Identita è sempre meno accetta);
  • Un foglio dove è indicato il vostro indirizzo (valgono i fogli del NIN o del NHS);
  • Lo statement del vostro datore di lavoro (un foglio scritto dal vostro titolare che certifica che state lavorando per lui);

Quest’ultimo non è veramente necessario, ma spesso lo richiedono come ulteriore sicurezza. Il giorno dell’interview vi verrà fatta qualche domanda, non molto personale, e poi dovrete solo aspettare la vostra carta. Anche se non avete ancora la carta fisica, vi verrà rilasciato un foglio con i vostri sort-code, che il datore di lavoro può usare per iniziare l’accredito.

Inoltre, sarete dotati di internet banking, e potrete non solo controllare il vostro saldo, ma anche effettuare operazioni, mandare/ricevere soldi, cambiare il vostro tipo di account o usare il money planner. Esistono infatti diversi tipi di account, come i savers, che permettono di guadagnare degli interessi mensili o annuali sui soldi che tenete depositati, ma per quelli devo ancora studiare un poco.

Per ora mi accontento di una cosa semplice: un conto dove ricevere lo stipendio. Vi ricordo che qui, con la carta, si può pagare anche un caffè, e l’esigenza di avere soldi in mano e nel portafoglio è veramente minima.