Non c’è due senza tre

È così che si dice di fronte ad innumerevoli situazioni, spesso ordinarie spesso straordinarie. Ed è una cosa valida anche per questo mese, passato più che altro nella “normalità”. Un mese fatto di lavoro, qualche metro e qualche tram, qualche birra e qualche pub. Niente di più, niente di meno, solo una sequenza che continua.

Unica particolarità degna di nota: la mia incolumità è stata attentata vare volte, principalmente nei pressi di una strada. Qualunque via va bene come esempio. Sebbene abbia finalmente capito (più o meno) dove girare la testa, i pericoli di attraversare una strada, anche con il verde, o del semplice camminarci vicino, sono indicibili.

Il pericolo maggiore? Non sono gli autobus (che più volte mi hanno quasi messo sotto o colpito con lo specchietto), gli automobilisti (che spesso partono prima del giallo e ti stanno a due centimetri dalla rotula) ne i motorini (che vanno veloci e ti fanno il pelo). No, il maggior pericolo sono i ciclisti. Non è mia intenzione avviare un flame, ma quello che si dice è abbastanza vero: non rispettano la segnaletica, passano con il rosso e rischiano spesso di venirti addosso, senza contare che ne ho trovati parecchi piuttosto maleducati, che urlano come si avvicinano, o addirittura di sputano addosso. Notare che non ho detto “tutti i ciclisti” eh. Ciò non toglie che ho avuto più problemi con loro che non con le auto, che tirano parecchio (e si schiantano altrettanto frequentemente).

Una bicicletta per la primavera non è comunque esclusa 😎