Il bis

Aerei. Sempre. Ovunque.
Aerei. Sempre. Ovunque.

E siamo arrivati a due. Che dire, il tempo vola! Febbraio è pure il mese piccolo…

Questo mese è stato più che altro incentrato sul notare come effettivamente siano cambiate molte cose, comportamenti ed abitudini rispetto a casa. Partendo, ovviamente, dal mio peso: ben 8 kg in meno. Il mio obiettivo di arrivare a 100 kg è da abbandonare (per ora).

Le differenze della grande metropoli sono tante, e non possono coesistere (almeno non del tutto) con le abitudini della medio-piccola città Italiana. Decisamente altri ritmi, altri tempi. E si perdono così innumerevoli cose, dalle meno importanti a quelle che ti hanno accompagnato per tutta una vita.

Con gli orari sballati, la bella colazione, ad esempio, non la faccio più. Si opta per cose più rapide, più veloci, sopratutto frutta. Non farà sicuramente male, ma latte e biscotti (o cereali) rimangono imbattibili. Sempre in termini alimentari, è aumentato incredibilmente il numero di volte che si opta per il fast food. Viene spontaneo, in fondo, rapido ed economico. E ci sono giorni dove pranzo e cena sono costituiti da panini, o anche settimane in cui, stanchi e senza voglia di mettersi ai fornelli, si cena al vicino fast food anche per 2/3 sere di fila. Senza contare che sono settimane che non mangio nà bella frissurata di pipi e patati fatti bboni.

Il tempo a disposizione è poco, molto di meno rispetto che “a casa”. Inoltre, in questo poco tempo, ti trovi a fare molte (troppe) cose contemporaneamente, cosa non sempre salutare. Alla fine, vuoi solo il letto. È vero che sei a Londra, puoi fare tremila cose, ma devi comunque averne la voglia (ed i soldi necessari). Si è comunque più attivi (non so se per reazione o per costrizione), si ha voglia di fare, andare e vedere. Sempre che il tempo, la voglia e i cash lo permettano.

Ci si inizia ad abituare alle grosse differenze rispetto casa. Come il continuo rumore di aerei. Sempre, tutto il giorno e tutta la notte. Sempre. Ormai non sento più auto con il volume della musica alto, ma aerei. Oppure, ad avere un cielo notturno quasi completamente vuoto, senza stelle. In alcune sere, se se ne vedono una decina, è un miracolo. L’inquinamento luminoso è pazzesco, e si riescono a vedere, Luna a parte, solo Giove (luminosissimo), Procione e Vega. Forse in Zona 3 e più in la la situazione è migliore.

Ma quantomeno, si inizia a capire e parlare meglio. Ci si esprime meglio. Si hanno meno problemi a spiegarsi, e si prende confidenza anche con altre persone. A tal proposito, c’è da dire che qui sono molto friendly, e tendono a parlare molto, finendo spesso in una pratica detta oversharing: dirti molto di più di quello che dovresi sapere, essendo una persona appena conosciuta.

Per il resto, solita vita. Lavoro, casa, spese, bollette. La compagnia è fondamentale. Fin troppi Italiani, ovunque ed in ogni dove. Ci sono giorni che mi pare di essere a Napoli, altri che mi pare di essere a Bergamo.

Com’è che dice la canzone? Indipendente e violento. Si va avanti 😉