Le scadenze sulla frutta

Ennesima stranezza alimentare
Ennesima stranezza alimentare

Tra le mille cose più o meno strane alle quali ci si deve abituare qui, un particolare davvero ambiguo è la “data di scadenza” apposta su frutta e vegetali. In realtà non si tratta di una data di scadenza, ma di un best before: dopo quella data, gli alimenti sono ancora buoni da mangiare, ma iniziano a perdere gusto e consistenza (fattore che qui conta moltissimo). L’equivalente del nostro “da consumarsi preferibilmente entro“.

È una cosa abbastanza semplice, ma genera non poche domande. Perché dovrebbe essere apposta questa indicazione su frutta e verdure? Non si vede/capisce quando inizia ad andare a male? Che c’è sotto? In effetti, per chi non c’è abituato, vedere questa indicazione è decisamente strano.

Inoltre, non sono in pochi a pensare che la scadenza sia giustificata dal fatto che siano prodotti OGM. Anche io l’ho pensato inizialmente, per poi scoprire che non è così. Insomma, un’indicazione chiara ma senza alcuna spiegazione. Vediamo di capirci di più.

Chiudiamo subito le paure sugli OGM. In tutto il Regno Unito non è permesso vendere prodotti OGM per consumo umano. Quest’anno (2015) partirà una sperimentazione per testare il consumo animale di prodotti OGM, e solo a seguito di questi test si prenderà una decisione per quanto riguarda il consumo umano.

Premesso questo, perché c’è questa indicazione su frutta e verdura? Non c’è alcun motivo strano, complesso o occulto in ciò, è semplicemente un’indicazione fornita al consumatore. Come saprete, le etichette alimentari qui non sono quelle in Italia, e vi differisono per molti aspetti. Sul pollo, ad esempio, trovere scritto (abbastanza in grande) di non lavare la carne prima di cucinarla, mentre sui maccaroni cheese trovete scritti come ingredienti maccaroni e cheese, conclusi poi con un bel “Classic Italian“. Insomma, non sono come le nostre etichette.

L’indicazione fornita sul frutta è verdura è però un vero e proprio paradosso, in quanto le date indicate sono sempre eccessivamente vicine. I pomodorini in foto, che vanno consumati entro il 6 Febbraio, sono stati comprati l’1 Febbraio. Non si sa invece quando sono stat imbustati, si sa solo che vengono dal Marocco, anche se non si sa quando sono stati raccolti o quando sono stati spediti. Insomma, la data del 6 Febbraio, per quanto sicuramente studiata, è decisamente astratta. Anche perché i pomodorini si conserveranno bene per almeno un’ulteriore settimana.

Entriamo in un altro aspetto, che devo ancora approfondire, che riguarda la sicurezza alimentare. Qui ci stanno molto attenti (paradossalmente), e molto cibo finisce in spazzatura solo perché passa di qualche giorno queste date. Ma di questo ne parlerò meglio altrove.

Quindi, quando vedete “la scadenza” su frutta e verdura (si, la vedrete anche sulla cipolla o sull’aglio, sappiatelo), ricordatevi che è un dato puramente indicativo. La frutta e la verdura, quando vanno a male, lo fanno capire chiaramente.