Crisi d’identità

Paradossi su paradossi

La vittoria di Tsipras in Grecia era stata ampiamente prevista. E così è stato. Per soli due seggi non ha ottenuto la maggioranza assoluta, ed è stata necessaria un’alleanza per poter garantire la governabilità. Con una mossa piuttosto controversa, Tsipras ha deciso di allearsi con il partito dei Greci Indipendenti, di stampo totalmente opposto a Syriza. Questo non vuol dire che non seguirà i suoi intenti, ne che non manterrà le sue promesse. Ma è stata una mossa che ha aperto non pochi dibattiti.

 Di per se, il KKE, il Partito Comunista Greco, non vede di buon occhio Syriza. Il dibattito non si è mai fatto attendere, tant’è che in 2 anni Tsipras non è mai riuscito a stringere un’alleanza con il KKE, dovendo alla fine ricorrere ad altre vie. Colpa del frontalismo eccessivo dei compagni Greci? O forse semplicemente Syriza non rispetta gli “standard” per rientrare nella categoria dei compagni? Ultimamente sono sempre più convinto che la verità si trovi nel mezzo.

Ad ogni modo, ho davanti ai miei occhi un esempio lampante di un fenomento storico, dimostrato con metodo scientifico, ossia: la frammentazione. È ovunque, ci perseguita da sempre e lo farà ancora per molto. I partiti di sinistra ne soffrono particolarmente, e raramente si riesce a trovare accordi che non generino rancori o diffidenze.

È la tipica crisi d’identità: i Partiti Comunisti dicono che Tsipras è un falso compagno, un borghese, mentre i giornali di sinistra, anche quelli più “radicali”, lo elogiano, lo spingono e ne sono fieri. Di chi fidarsi? A chi dare ascolto?

Come detto prima, la verità sta nel mezzo. Tsipras non è un Comunista, non può essere classificato come tale, ma è più simile ad un Socialista, ossia un tipo di figura politica già diffusa in tutta Europa. Certo, ha idee un po’ più forti rispetto a molti dei suoi colleghi (scavalcare le banche centrali per chiedere di sanare il debito direttamente con gli stati può essere un’idea eccezzionale ma anche catastrofica), ma questo non vuol dire necessariamente appartenere alla sinistra radicale. Collegare Tsipras al Comunismo solo perché ha “idee Marxiste” è un errore grossolano. Questo è il principale motivo che lo rende sgradevole agli occhi dei partiti realmente più radicali.

D’altra parte, abbiamo il KKE, partito storico e ancora molto in voga in Grecia, che però non ha trionfato alle elezioni. Perché Tsipras si e loro no? In fondo appartengono entrambi alla sinistra radicale! Ma la storia è diversa. Il KKE è un partito all’antica, e non sorprende che molti dei suoi esponenti siano passati dalla parte di Tsipras. Questo succede quando un partito si da una connotazione non di “estrema sinistra“, ma semplicemente estrema. Non accettare nessun patto di governo perché si vuole governare da soli, non è il massimo. Per quanto condivisibili e comprensibili, quelli del KKE si sono isolati, perdendo un’occasione unica di salire al governo, e dando questo compito ai Greci Indipendenti.

I compagni del KKE fanno bene a ricordare che il problema di fondo è il capitalismo, ma fanno altrettanto bene a non volersi immischiare con ciò che non li rappresenta? Anche in questo caso, la risposta è ni. Si entra nell’ambito del compromesso, che è un argomento difficile da rappresentare, proprio perché c’è chi non ne vuole accettare e chi li accetta volentieri pur di arrivare ad un fine. In teoria, entrambe le strade sono percorribili, ma in pratica non è così, sopratutto se si vuole mantenere il sistema democratico.

Tsipras ha comunque un buon programma, che passa dalla definizione di un salario minimo alla deprivatizzazione di molte aziende pubbliche, dal pagamento dei debiti in modo diretto alla riassunzione di personale. Non sappiamo ancora come potrà fare tutto ciò (già si parla di finanziamenti occulti da parte della Russia), e sopratutto se potrà farlo! Ma per adesso sembra andare. Spero che si trovi un’intesa con il KKE, anche se sembra difficile (se non impossibile).

E sopratutto, spero che si apra un precedente per l’Europa intera, per dimostrare che certe cose si possono fare e, più important, si possono mantenere.