La tomba di Karl Marx

I fiori freschi sono stati una sorpresa
I fiori freschi sono stati una sorpresa

I cimiteri Londinesi mi hanno riservato due grandi sorprese. La prima fù la targa commemorativa (ormai rimossa) dedicata a Freddie Mercury (Farrokh Bulsara), scoperta per caso. La seconda sorpresa invece, è il monumento funebre di Karl Marx, che era invece una visita obbligata (e pianificata) durante il mio soggiorno a Londra.

La tomba si trova nell’Highgate Cemetery, zona Est. Sebbene sia scritto su più siti che la zona est del cimitero sia accessibile gratuitamente, in realtà bisogna pagare 4£ per entrare. Il costo è giustificato dal fatto che il cimitero fa parte dell’Associazione Cimiteri Monumentali, ed è gestita da una associazione no-profit. Può sembrare un paradosso dover pagare per vedere delle tombe, specialmente quella di Marx! Invece è l’esatto opposto: bisogna retribuire il lavoro, qualunque esso sia. Non esisteva promemoria migliore.

Ci sono diversi modi per raggiungere la zona, sia via bus che via metro. L’opzione metro prevede una bella passeggiata di almeno 15-20 minuti, attravero il Waterloo Park. In compenso, oltre a gustarsi un bel parco ben attrezzato, si può guardare da vicino la Whittington Stone, detta anche pietra del gatto parlante.

Il cimitero di Highgate è un’importante pezzo di Londra. Iscritto nell’albo dei parchi e giardini di speciale interesse storico, è riconosciuto come monumento di interesse di 2° grado. Al suo interno è presente anche una sezione egiziana, riconosciuta come monumento di interesse di 1° grado, il più alto. Aperto nel lontano 1839, la parte Est è ancora utilizzata per seppellire la popolazione. Al fianco di vere e proprie tombe secolari, alcune anche molto belle, si possono trovare i classici lastricati bianchi o neri, lucidi, con la foto ed il lumino.

All’interno del cimitero sono sepolte moltissime personalità più o meno note. Non me ne vogliano, ma a parta Marx non ne ho riconosciuta nessuna. Solo il cognome McLaren mi è suonato familiare, più i vari cognomi Italiani, alcuni tipici del meridione. È stato interessante notare anche delle tombe Giapponesi, molto minimali e semplici, decisamente belle.

Il cimitero in se non è proprio ben tenuto (almeno la zona Est). A parte un viale circolare asfaltato, il resto delle stradine è composto da terra e ghiaia, e questo vuol dire, dato il clima inglese, dover mettere i piedi in una perenne fanghiglia paticolarmente scivolosa. Questo rende decisamente inaccessibile buona parte del cimitero, a meno che non vi attrezziate di stivali. C’è da dire che probabilmente questi sentieri sono i più suggestivi, dato che si aggirano tra le vecchie tombe incorniciate da una natura selvaggia e incolta, ed è un peccato perderseli. Può sembrare un’esagerazione, ma ci sono degli scorci dove sembra di essere in un bosco.

Ma torniamo al monumento funebre di Marx, unico motivo che mi ha spinto ad arrivare al cimitero. Il testone si vede da lontano, ed in realtà si vede anche dal Wateloo Park in lontananza. Entrati nel cimitero, basta proseguiri dritti, senza mai svoltare. Seguire la strada. Sul fronte del monumento è scritto:

Workers of all lands, unite

Karl Marx

The philosophers have only interpreted the world in various ways – The point however is to change it

Una celebre affermazione scritta nella Tesi su Feuerbach. Sulla lastra di marmo sono incisi i nomi a memoria, forse dei sepolti, ma non ne sono sicuro. Oltre a Karl Marx è presente il nome della moglia Jenny von Westphalen, ma anche del nipote Harry Longuet, più i nomi di Helena Demuth e della figlia Eleanor Marx. Tutti corredati dalla data di nascita e di morte.

Lo sguardo di Marx è perso nel vuoto. Guarda il nulla, con degli occhioni che sembrano quasi delle caricature. Fisso a guardare verso nord, al massimo nord-ovest, dando le spalle al resto del vecchio continente. Non c’è alcun riferimento politico o idealista. Non c’è menzione del Comunismo, non ci sono falci e martelli. C’è un intesa più filosofica, un ricordo più come gran pensatore che come idealista o rivoluzionario. È stato strano trovare dei fiori freschi (e del cibo) poggiati sul monumento. Non me lo sarei mai aspettato. È da dire anche che questo non è il luogo dove originariamente era sepolto Marx. La sua singola tomba si trovava ad un centinaio di metri dal monumento, in un sentierino stretto e fangoso, appositamente nascosto.

Paradossalmente, Marx è sepolto in una città che oggi rappresenta uno dei volti più spietati del capitalismo. E ci visse anche, assieme ad Hengels, al numero 28 di Dean Street, in pieno Soho. Camminando in quella strada, potrete vedere una targa commemorativa posta sull’appartamento dove visse.

Se non avete interesse particolare a visitare il monumento funebre di Marx, o di una qualunque altra personalità sepolta nell’Highgate Cemetery, questa tappa non è essenziale da visitare, a meno che non abbiate interessi particolari. Se vi piace visitare i cimiteri, sopatutto quelli con atmosfere piuttosto grevi, questo posto fa per voi. La spesa da affrontare è minima in fondo, ed il cimitero offre molti sentieri in cui avventurarsi, per quanto sia piccolo. Di contro, ci sono tantissimi cimiteri, decisamente enormi, da visitare gratuitamente.

Per concludere, cosa pensava Marx della morte? Questo è l’unico passagio di tutti i suoi scritti dove ne parla esplicitamente. Lo si può leggere nei Manoscritti economici-filosofici del 1844.

La morte, in quanto è una dura vittoria delle specie sull’individuo e sulla sua unità, sembra in contraddizione con quel che si è detto; ma l’individuo determinato non è altro che un essere determinato appartenente ad una specie e quindi come tale è mortale.