Uno strike perfetto

Tra i mille giri quotidiani, mi sono imbattuto per la prima volta in uno sciopero a Londra. Da lontano gli scioperi sembrano tutti uguali: un po’ di casino, bandiere rosse che svolazzano ovunque, musica, tamburi e quant’altro. Ma sebbene l’ambientazione sia la stessa, il contesto è completamente diverso.

I dipendenti in sciopero facevano casino, sventolavano bandiere rosse (non ho ben capito l’appartenenza, forse di un “sindacato” interno all’azienda), avevano una smart con musica a palla e ballavano, cantando e fischiettando, ma… avevano l’obbligo di restare in un determinato spazio, e ci rimanevano. Il tutto mente erano sorvegliati a vista dalla polizia (due volanti). Uno sciopero ordinato.

Non ho potuto fare a meno di pensare ad uno sciopero Italiano, non tanto per il caos o il disordine che sono fattori non sempre presenti, ma per la totale differenza “operativa”. Da noi si svolgono molti più comizi, cortei e manifestazioni, mentre qui si deve stare in un luogo ben definito, spesso sotto gli uffici della stessa azienda verso la quale si sta scioperando.

Come mi ha fatto notare un mio amico, i dipendenti in sciopero non puntavano a rendere il fatto eclatante, ma semplicemente a creare un disagio lavorativo. Che è il senso dello sciopero in se. Tuttavia, vedere una “protesta ordinata” è una sorta di paradosso.