Giro di ricognizione

Per quanto mi possa piacere andare all’avventura, quando mi sposto tendo sempre a fare qualche ricerca. Oltre al classico “chiedere in giro” (che raramente porta risultati interessanti), internet risulta essere una fonte preziosissima di informazione.

Non ho idea di come sia strutturata Londra. Non ci sono mai stato, e so solo che è enorme. E questa cosa è aggravata dal fatto che non ho mai vissuto per lunghi periodi al di fuori di Crotone. Tuttavia, tra mappe e ricerche varie, mi sento già un po’ più a mio agio.

La nostra casa base, per un annetto, risiederà nel quartiere/distretto di Kennington, presso una bella casetta tipicamente inglese, ad un solo piano. “Vá trovalo!“, zoommando qua e la su Maps. Poi lo intravedo grazie alla fermata della metro, e ad uno strano “ovale” che mi perseguiterà per un po’.

A primo impatto sembra un quartiere “tipicamente” residenziale, con grandi parchi e  scuole. Servito dalla metro e da diverse linee del bus, a vederlo dall’alto sembra abbastanza vicino alle attrazioni della city, oltre che al centro.

Ed in effetti, scopro che il quartiere è situato nel centro geografico della città, a sud del Tamigi. È un quartiere antico, ad appena una decina di minuti di metro dalle più importanti mete turistiche.

Ma su Maps i dettagli scarseggiano: meglio passare a OSM! E li si apre un mondo. Si mettono in bella mostra pub (per la mia gioia), bar, ristoranti, cafe, supermercati, attività di ogni tipo! Per dirla tutta, so già la strada per raggiungere il bancomat (termine che dovrò sostituire con ATM), la posta o la metro.

Dopo una ricognizione veloce, è doveroso anche cercare informazioni più dettagliate. Scopro cosi che l’Ovale (mi sono chiesto per giorni cosa potesse essere) è un antico stadio di calcio e di cricket, utilizzato anche per concerti. O, per rimanere sugli argomenti che mi interessano, che proprio in questo quartiere c’è l’ultima distilleria di Gin ancora in produzione della città.

Ma c’è di più. Kennington sarebbe un quartiere “giovane e multiculturale”. Prediletto dai giovani universitari, il quartiere vanta moltissimi ristoranti africani e  asiatici, tanto che i ristoratori indiani hanno un sito tutto loro. Ah, il distretto totalizza oltre 21 mila abitanti! Pensavo di più 😀

Ho intravisto una biblioteca, ma nessuna libreria nelle vicinanze. Magari c’è ma non è segnalata. Non so quanto leggerò, ma un giro sarà d’obbligo.

È interessante sapere che ogni sabato, dalle 10 alle 15, si tiene un farmer market locale. Ma altrettanto interessante è la presenza del più grande tempio buddhista della città, che più volte ha ospitato (e ospiterà) il Dalai lama! A quanto si dice, gli odori degli incensi si sentono in moltissime strade vicine.

Ho notato anche un gran numero di locali dal nome italiano. Un modo per sentirsi un po più a casa.

Insomma, tra Maps, Street View, OpenStreetMap e ricerche varie, ho già un’idea più chiara di dove stia andando. Una familiarità senza troppe aspettative, senza illusioni.

Da domani invece, si passa dalla teoria alla pratica. Da una googlata alla vita di tutti i giorni. E non vedo l’ora.