Malinconia d’autunno

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In questi giorni sto pensando molto al mio passato. Breve ma intenso. Sará il periodo, sarà il frenetico susseguirsi di eventi e novità, ma sono giorni che non penso ad altro.

Succede cosí che mi vengono in mente mille cose. Ma non ci vuoi pensare. Finché non viene meno anche il sonno. E la scheda SD del telefono diventa uno scrigno di ricordi. Indelebili.

Scorro tra le foto. Rivedo facce, rivivo eventi, sento gli odori, mi ricordo le emozioni e le sensazioni di quel preciso momento impresso in una manciata di pixel. Penso. A chi non c’è più. A chi mi ha amato davvero. Agli amici e alle compagnie. A quanto è stata bella quella serata, quell’attimo di attesa prima di un primo bacio, o terribile quell’istante, in testa coda o di corsa all’ospedale.

Tiro due conclusioni. Cazzo com’è cambiato tutto! Niente è più come in queste foto. Solo la mia faccia, grossomodo, è la stessa. Le facce degli altri cambiano, come la mia d’altronde, ma non hanno più trovato il tempo di farsi immortalare da questa piccola fotocamera. Resto io, sempre con nuovi sconosciuti, e con qualche veterano.

Quanti bei momenti. Persi nella rabbia, nell’astio, nell’odio cieco e inutile. Nei vari egoismi. Andati. Irrecuperabili? Probabilmente si. Ma non dimenticati.

A distanza di anni, vorrei che tutto fosse un po’ “come una volta“, anche se so che non è più possibile. Forse sto invecchiando… Ma tornerei volentieri indietro anche solo per un attimo con lei, per un bacio, finora diverso da tutti gli altri che ho ricevuto. Tornerei volentieri indietro per una risata autentica, da amici, ad una battuta scema.

Tornerei volentieri indietro non perché non mi piace il presente o perché mi spaventa il futuro, ma perché le emozioni autentiche che ho provato diventano sempre più rare. Più difficili da trovare/stabilire in questo mondo senza scrupoli.

Ma… Non sono ancora un gambero. Nella vita si va avanti, seguendo la fredda linea che ci conduce dalla nascita alla morte. Il tutto infarcito da questi contorni. Non si può far altro che seguire la linea, che sia retta o meno.

Mi resta relativamente poco, prima di cambiare un po’ anche io. Cambiare aria, cambiare vita! Non so se dire finalmente o purtroppo. E mi rendo conto di quello che mi sono lasciato alle spalle. Un resoconto dettagliato. Un log completo. Una base solida.

Troverò altro, lá fuori, e perderò altro. Ma resta il dannato dubbio (probabilmente certezza) di ritornare con la mente sempre a questo punto. A queste foto. A queste facce. A questi ricordi. Al punto di partenza. Dove tutto è iniziato.

Domani è un altro giorno.