Monaco, Linux e le incompatibilità

Screen di LiMux (da techrepublic.com)

In questi giorni c’è stato un gran parlare riguardo alla controversa scelta del Comune di Monaco di abbandonare Linux nella PA per ritornare a Windows. Per chi non lo sapesse, il Comune di Monaco di Baviera, in Germania, non utilizza più Windows nella PA dal 2004, quindi da ben 10 anni. In modo progressivo, ha annullato l’uso di software su licenza, passando interamente (circa 15.000 macchine) a LiMux, una distro fatta apposta.

Fin qui tutto bene. Ma nei giorni scorsi è venuto fuori che il virtuoso comune, pioniere in questa scelta, stava pensando di ritornare a Microsoft. Perché? Il presunto motivo sarebbero stati i problemi di compatibilità dei file, e dunque la difficoltà a comunicare con le altre PA ed altri organi statali e non. Un non problema per chi sa come destreggiarsi. Tant’è che nel giro di pochi giorni la notizia è stata ridimensionata.

A quanto pare, i problemi del Comune di Monaco sono una serie di cose, tra cui anche una considerazione dei costi di sviluppo e di manutenzione della distro, oltre all’arcaico mantra della compatibilità dei file. Tuttavia, non c’è nessuna decisione presa, anzi, è stato ribadito che la strada dell’open source per Monaco è la principale, in quanto ci si vuole rendere sempre più indipendenti. Si tratta solo di un controllo per vedere lo stato del reparto IT.

Ma prendiamo la palla al balzo, e cerchiamo di capire, una volta per tutte, perché non si tratta di un problema di compatibilità quando si parla di file di testo.

Premetto che uso quotidianamente file in formato open document per lavorare, e riesco senza problemi a comunicare con chiunque abbia un editor di testo, che siano redazioni online, studi televisivi o uffici del comune. Stessa cosa vale anche con i clienti che chiedono file, brochure, informazioni ecc.

I file open document si possono aprire tranquillamente con moltissimi editor di testo, tra cui anche Microsoft Office. Fino a non molto tempo fa, la formattazione di questi file veniva fuori un po’ sballata, ma dall’anno passato (2013) la Microsoft si è dovuta adeguare, permettendo la piena compatibilità dei formati open. Office 2010 e 2012 sono tranquillamente in grado di visualizzare e modificare un file open document, senza stravolgerli. È vero, alcune funzioni complesse (sopratutto in Excel/Calculator) presentano ancora delle discrepanze, ma con le ultime versione di OpenOffice o LibreOffice il gap è sempre di meno. Questione di tempo.

Il problema palesato dal Sindaco di Monaco, in questo caso, può essere attribuito alla “vecchiaia” della distro in uso, basata su Ubuntu 10.04. Ma la cosa un po’ mi puzza: OpenOffice (suite usata da LiMux) può essere comunque aggiornato all’ultima versione, senza dover aggiornare la distro. E allora?

La risposta può essere sempre e solo una: la richiesta di determinati formati. Se, ad esempio, un comune richiede solo .docx, ogni altro tipo di file non verrà accettato. In Italia la Camera di Commercio ha iniziato a richiedere espressamente i .pdfa, ed inviare un normale .pdf ci farà solo perdere tempo.

Non si tratta dunque di un problema di compatibilità, ma di formalità. Un problema di compatibilità si verifica quando volete aprire un file .docx con Office 2003: non c’è retrocompatibilità, in questo caso. Cosa che non si verifica con i file in formato open document, apribili e modificabili anche con le prime versioni beta dei software.

Definendo ed utilizzando dei modelli standard per le comunicazioni, non esisterà alcun problema di compatibilità. Tuttavia, esisteranno sempre le formalità, che ti costringeranno (in un modo o nell’altro) a dover consegnare fogli di calcolo solo il .xls o delibere e autocertificazioni solo in .doc. Questo è quello che frega chiunque utilizzi software open.

Ma ovviamente, il Comune di Monaco non ha solo questo problema. Questo è giusto un cavallo di troia, da usare per sfatare un mito bello e buono. Ma trovarsi ad essere l’unico outsiders non è mai facile. Lo sviluppo dedicato di una distro, il supporto e l’assistenza, sono cose che hanno un costo non indifferente. Costi magari inferiori (nel complesso) rispetto ad un parco software proprietario di casa Microsoft, ma un team di programmatori e sviluppatori può essere molto costoso.

C’è davvero necessità di una distro  dedicata? Non credo. Al massimo una distro personalizzata, ma anche questa, secondo me, sarebbe una spesa da discutere. A breve uscirà la nuova versione di LiMux, che dovrebbe sopperire a molti problemi riscontrati, aggiornando sistema operativo e software al 2014. Il gap di 4 anni si farebbe sentire ovunque.

Quindi, quando vi parlano di problemi di compatibilità, chiedetevi sempre se si tratta di formalità sui formati o di semplice incompetenza. Perché quasi sempre si tratta di questo, e non di compatibilità 😉