Un nuovo, vecchio ibrido

Come al solito, i tempi morti li passo sintonizzato su Rai Storia, e trovo quasi sempre programmi interessantissimi. Oggi ho avuto la fortuna di beccare Buongiorno Cina, che spiega come il pensiero Maoista sia, grossomodo, ancora vivo negli aspetti sociali della Cina di oggi, facendo un bel resoconto partendo proprio dagli anni della Rivoluzione Culturale.

Senza entrare nel merito della discussione, la frase di un intervistato è da tenere a mente. Quest’uomo fú una Guardia Rossa, di quelle buone. Lui stesso riconobbe i numerosi errori dell’epoca, compresi quelli imputabili al presidente stesso. Ma torniamo alla frase. Più o meno ha detto: “Il socialismo da solo non va bene, ma neanche il capitalismo da solo va bene. Dovrebbero combinarsi, far nascere una via di mezzo che vada bene.“.

Il suo pensiero è condivisibile, sopratutto se si tengono in considerazione gli aspetti delle situazioni vissute all’epoca. Ma, c’è un ma! Il socialismo (e i socialisti) veniva definito già da Lenin come una forma di asservimento al capitalismo. Gli opportunisti avrebbero fatto prevalere lo spirito capitalista, fingendo di combatterlo e contrastarlo.

Di per se, molti modelli economici di oggi sono già un mix di socialismo e capitalismo, proprio perché essi si combinano vicendevolmente senza molti problemi. Questo mix però non ha prodotto un nuovo ibrido, bensì ha favorito ulteriormente il capitalismo, rendendolo di fatto l’unica via percorribile. Con tutti i problemi che ne conseguono. Proprio la Cina ne é un esempio lampante.

È bene ricordare che Comunismo e Socialismo, sebbene abbiano radici comuni, si sono divisi sempre di più con il passare del tempo. Per questo è sostanzialmente sbagliato dire che uno stato ed una politica socialista equivalgano ad uno stato ed una politica comunista. Simili magari, ma non uguali.

Che poi queste politiche, per come sono state applicate, abbiano causato molti problemi alla popolazione, non si discute.