Libro di Mormon (1830)

20140514_132456
Non pensate a South Park!

In questi giorni mi è capitato tra le mani un libro inusuale. Tra tutti i testi religiosi che ho potuto leggere, questo mi mancava proprio, e nell’arco di qualche settimana sono riuscito a colmare il vuoto.

Come suggerisce il nome, il libro di Mormon è il testo sacro dei Mormoni, nome comune per indicare i fedeli della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni. Questi sono un gruppo religioso ispirato al Cristianesimo. Il culto è diffuso principalmente nelle Americhe, ed è molto controverso. Perché? Beh, l’immagine più famosa dei Mormoni è probabilmente quella diffusa da South Park, con la famosa canzoncina “… allora Smith andò in montagna …” (linko la versione in inglese per apprezzare al meglio di “dum dum dum dum dum” del ritornello, erroneamente tradotto poi in italiano). A parte la visione passata dal cartoon, il culto dei Mormoni è considerato un’invenzione recente, pensato nella prima metà dell’800. Ma facciamo un passo per volta (se non vi va di leggere, potete vedere il video, che, a parte il tono ironico, racconta esattamente la storia del libro).

Nel 1830 Joseph Smith pubblicò per la prima volta il Libro di Mormon. I testi contenuti nel libro sarebbero stati consegnati da un angelo (Moroni) direttamente a Smith sotto forma di tavole d’oro, incise in una lingua sconosciuta (che Smith chiamò “egiziano riformato“). Smith non fece mai vedere le tavole (nessuno le ha mai viste ad oggi), ma si limitò a trascriverne il contenuto su carta. Dopo novanta giorni, Smith riuscì a tradurre il contenuto delle tavole, grazie a due strumenti: Urim e Tummim. Queste sarebbero due pietre, ed il loro “concetto” è già caro all’Ebraismo. Anche Urim e Tummim sono state donate a Smith dall’angelo, assieme ad un pettorale. Dopo la pubblicazione del libro, proposto in seguito come “altro testamento di Gesù“, venne fondata la chiesa, ed il culto ha resistito fino ad oggi.

Ma di che culto si tratta? Beh, più che di culto, si può parlare di racconto.

Il Libro di Mormon ci racconta un pezzo di storia che va da circa il 600 a.C. fino al 400 d.C. La storia è suddivisa in diversi libri, nominati da Mormon (che sarebbe il padre di Moroni, da cui prende il nome il culto), ed in origine questi libri sarebbero stati interamente d’oro. Volendo farvi una sintesi semplice ma non troppo sbrigativa, il racconto contenuto nel Libro di Mormon si può ridurre pressappoco così:

Durante il periodo della confusione delle lingue a Babilonia, il popolo di Giared (Giarediti) venne scelto per essere salvato: questo ottenne di mantenere intatta la propria lingua originale, ed in più il Signore gli promise una nuova terra dove stabilirsi. Il popolo venne guidato per anni dal Signore, e tramite delle imbarcazioni (costruite su consiglio di Dio in persona) riuscirono ad approdare nell’attuale America. Li si stabilirono per diversi secoli, si moltiplicarono e vissero in pace, il tutto finché non scoppiò una guerra civile, che decimò la popolazione. Non tutti i Giarediti morirono. Questa guerra avvenne in un periodo compreso nel VI secolo a.C.. Nel frattempo, a Gerusalemme, un uomo chiamato Lehi iniziò a incamminarsi anche lui verso una terra promessa, assieme alla sua gente. Stessa situazione di prima, grazie a delle particolari imbarcazioni prese la via dell’oceano, finché nel 590 a.C. riuscì ad arrivare anche lui in America. Non pare abbia avuto contatto con i superstiti Giarediti. Alla morte di Lehi, la popolazione si divise: una parte si schierò con Laman, prendendo il nome di Lamaniti, ed un’altra parte si schierò con Nefi, prendendo il nome di Nefiti. Sia Laman che Nefi erano figli di Lehi. Anche tra di loro cominciarono scontri e violenze, che però in questo caso si alternavano a brevi periodi di pace.

Fin qui, il racconto storico di questi fantomatici popoli. Adesso iniziano i concetti più belli del libro! Prima di tutto, si tenga a mente che, secondo i Mormoni, i Lamaniti sarebbero gli antenati dei Nativi Americani! Questo quasi a dire che era impossibile che ci fosse vita li, in quel periodo, prima di loro. Un concetto che probabilmente andava di moda all’epoca. Ma la parte più bella della storia è quella che riguarda proprio Gesù Cristo: questo, dopo la sua resurrezione nel 34 d.C., sarebbe comparso per tre giorni sia ai Lamaniti che ai Nefiti. In queste apparizioni si prodigò di diffondere un messaggio di pace, tant’è che al termine delle sue apparizioni i due popoli smiserò di farsi la guerra, e passarono ben 4 generazioni in santa pace. Ma la cosa non durò, e dopo il lungo periodo di convivenza si intraprese una sanguinosa guerra, ed i Nefiti ebbero la peggio. Siamo circa nel 420 d.C., e rimasero solo i Lamaniti.

Avete letto bene. Non solo questi popoli arrivarono in America ai tempi di Cristo, ma lo stesso Gesù sarebbe comparso loro, in America, per diffondere il messaggio di pace. Il tutto, subito dopo la sua resurrezione.

Ora, capirete che quando si parla di queste cose tutto è possibile. Non voglio star qui a discutere, rozzamente, del fatto che sia esistito o meno un Cristo storico. Se c’è una cosa che voglio fare, è un’analisi del testo e di come è stato scritto.

Se avete mai letto la Bibbia, anche solo determinati passi, vi sarete sicuramente accorti del fatto che è narrata in modo particolare, a tratti pesante. Da l’idea di essere un racconto vecchio, antico, quando si leggono certi concetti e passaggi, sopratutto leggendo l’Antico Testamento. Indipendentemente dal fatto che ci si creda o meno, i testi raccolti nella Bibbia sono testi antichi, e ne danno perfettamente l’idea anche durante la semplice lettura. Leggendo il Libro di Mormon invece, si ha un’impressione totalmente diversa. Il racconto sembra essere molto romanzato, e certi termini, inseriti apposta per far sembrare tutto più antico, non fanno altro che far venire dei sospetti. Insomma, sembra essere un libro del suo tempo, dell’800, e non del remoto passato.

A parte questa constatazione, c’è anche da dire che di queste popolazioni che “arrivarono” in America non vi sono tracce. Ad oggi però si sta ridiscutendo il concetto di scoperta delle Americhe, proprio perché storicamente esistono strane prove (e anche alcuni ooparts) di altre civiltà che raggiunsero il territorio Americano ben prima di Colombo. Già nel passato si pensava che delle popolazioni del nord Europa avessero raggiunto la terra oltreoceano, ma oggi si inizia a parlare addirittura di popolazioni Fenicie! Questo aprirebbe forse uno spiraglio alla storia di Mormon? No.

L’inserimento di tanti concetti presi da diversi culti è forse l’elemento che rende più palese la possibilità di un plagio. In un mix spirituale ed esoterico, fatto di concetti religiosi mischiati a pietre magiche ed antiche forme di scrittura, il culto di Mormon sembra essere nato più come romanzo che come verità storica. L’atribuzione di poteri magici e simili è sempre stata usata in passato come una sorta di scusante per giustificare una superiorità, reale o fittizia, ed in passato ha sempre funzionato. E funzionò anche con la storia della trascrizione dei testi di Mormon, testi che nessuno ha mai visto, e che, probabilmente, non esistono.

I racconti sacri mi interessano molto. Non sono religioso, ma credo che sia importante conoscere i culti espressi nel mondo, anche solo per capirci qualcosa di più. Detto questo, Il Libro di Mormon è una lettura che non consiglio più di tanto, in quanto sebbene sia un testo decisamente facile e scorrevole, è pur sempre una sorta di testo sacro, e quindi molto prolisso. Può essere interessante conoscere la classificazione delle tavole, ma il riassunto di sopra (ed il video di South Park) sono più che esaustivi per comprendere in cosa credono i Mormoni.

Prima di concludere, non facciamo di tutta l’erba un fascio però! Come ben saprete, oltreoceano è molto facile aprire un luogo di culto. Mentre da noi, nel vecchio continente, i culti Cristiani si suddividono al massimo tra Cattolici e Protestanti (e spesso tutto ciò che non è Cattolico passa come “Setta”, vedi i Testimoni di Geova), dall’altra parte dell’oceano i culti protestanti vanno per la maggiore, e questi hanno la strana tendenza a moltiplicarsi e/o dividersi velocemente. Mentre la maggior parte di questi culti fa riferimento alla Bibbia, esistono anche delle eccezzioni, che possiedono testi sacri o dottrine seprate (prendere il famigerato Scientology). La differenza sostanziale è che la libertà di culto non impone linee guida: non bisogna credere per forza in Cristo per aprire una chiesa. Nascono così, oltre a Scientology, anche i Pastafariani, o i Copiaincollisti. All’epoca invece, ancora lontani da queste nuove tecnologie, si cerco di creare una discendenza, mantenendo intatta però la fede in Cristo. Una cosa del tutto simile venne fatta anche in Giappone.

Insomma, il Libro di Mormon è stato un tentativo, figlio del suo tempo.