La corazzata Potëmkin (1925)

Chi sente queste parole in genere ha due tipi di reazioni: o non sa neppure di cosa stai parlando, o ti dirà: “é una cagata pazzesca!“, come ci lasciò detto il buon vecchio Fantozzi. Beh, fino ad oggi è stato così anche per me, finché non ho deciso finalmente di vedermi questo benedetto film. E, volendo essere obiettivi, devo ammettere che mi aspettavo molto peggio.

Bisogna capire cosa si intende, oggi, con la parola “film“. Un mio amico in particolare, non vede l’ora che esca Trasformers 4, quello con i robot a cavallo di draghi/lucertoni (anchessi robot) che sputano fuoco, armati di spade (anchesse robotizzate). C’è chi invece preferisce film leggeri, chi le commedie, chi i sentimentali. All’epoca del film di Fantozzi, i film erano già altro. Oggi, sono tutt’altro. Negli anni ’20, i film invece erano pochi, ed avevano un sapore del tutto diverso da quelli di oggi. La corazzata Potëmkin è decisamente un film del suo tempo, figlio di quegli anni e di quel determinato periodo storico. Basti pensare al semplice fatto che il film è diviso in scene (5 in totale), proprio come un’opera al teatro. Un’opera, di qualunque matrice, va prima guardata con gli occhi del suo tempo (per quanto ci si possa sforzare), e poi con gli occhi “moderni”. A paragonare vecchio e nuovo, ne uscirebbe una lotta imparil.

Il fatto che il film sia vecchio, muto (solo musica in sottofondo) e in bianco e nero non basta a definirlo “una cagata“. Anzi, a voler essere onesti, è stato un film molto più interessante di tante nuove produzioni. La trama? Quella che oggi appare banale e scontata: la lotta contro i cattivi. Gli oppressori. I boia. Certo, il film è un chiaro esempio di propaganda politica. Non vedrete sventolare nessuna bandiera con falce e martello, ma il senso del film è lampante. Il concetto di rivoluzione, di rivolta, viene espresso maestralmente, e dimostra quali fossero gli ideali dell’epoca, oggi (purtroppo) ampiamente bistrattati.

Il film ha collezionato molti luoghi comuni nel tempo. Dall’essere definito semplicemente cagata al riassunto super condensato della carrozzina che cade dalla scala di Odessa. Ma devo ammettere che, sebbene duri circa 75 minuti, la pellicola riesce a rendere perfettamente l’idea che oggi, in tanti, cercano di reinventare: la lotta. La rivolta. L’insubordinazione. L’annullamento di un potere malato che costringe “la maggioranza” (fate un parallelismo con i movimenti moderni tipo “we are 99%” ecc) a sottostare alle assurde leggi di pochi. E’ vero, un concetto vecchio, ma fondamentale.

Probabilmente, l’esternazione di Fantozzi avrà avuto tanti altri motivi di fondo. In quel periodo, il PCI era già così così. Ciò non toglie che, a distanza di anni, il buon vecchio Fantozzi và contraddetto, perché questo film tutto è tranne una cagata pazzesca. Ho visto tanti vecchi film di propaganza (di ideologie diverse, religiosi, sociali ecc), ma dopo aver visto questo, posso dire che la semplicità del messaggio e della sua diffusione lo rendono, a tutti gli effetti (e a distanza di anni), IL film di propaganda. Sarà che sono esplicitamente di parte, ma l’ho trovato molto meglio anche di molti filmati di propaganda recenti.

Detto questo, se siete interessati a togliervi il dente, vi invito a guardarlo. Non è un film che posso consigliare da vedere in compagnia, ma è probabilmente un film da vedere, anche solo per evitare brutte figure cadendo in vecchi luoghi comuni 😉