Blackout Wind, cos’é successo?

No problemo, però...
No problemo

Come molti di voi sapranno, lo scorso Venerdì 13 è stato degno di questo nome. Il blackout della Wind ha coinvolto moltissime persone (me compreso), causando diversi disservizi: nessuna connettività ad internet (fisso e mobile), impossibilità di ricevere/inoltrare chiamate/SMS/MMS, irraggiungibilità di alcuni siti web. Si stima che il blackout sia durato circa dalle 11:00 alle 15:00, anche se in alcune zone i tempi di buio si sono protratti fino a serata.

Inizialmente, non si sapeva nulla. Giustamente la priorità non è fornire dettagli, ma risolvere il problema. Solo dopo aver risolto, è giusto (oltre che doveroso) fornire spiegazioni comprensibili ai più, per comprendere un po’ cosa sia successo.

Ed in questo caso le spiegazioni di Wind sono state molto attese, principalmente per il fatto che durante le ore di buio si sono sbizzarrite le teorie più fantasiose. Inizialmente, si è pensato che il problema fosse sorto dal noto gestore Aruba, anche se questa ipotesi è durata per poco. A breve, complici diversi siti di “metereologia” volenterosi di cavalcare l’onda, è uscita fuori una tempesta solare che starebbe disturbando le infrastrutture. La notizia della tempesta solare è vera, ed è tutt’ora in corso (diminuendo progressivamente di intensità). Tuttavia, come è possibile verificare, non è una tempesta distruttiva o apocalittica, è solo un po’ più forte del previsto. Lo stesso sito del NOAA in un piccolo comunicato spiega che questa attività solare è più forte rispetto alla norma, e che potrebbe causare delle interferenze alle comunicazioni via radio. Ma sui siti che hanno lanciato la notizia si parla di possibili interferenze di comunicazioni tra i fantomatici satelliti della Wind, senza alcuna nozione di reti o comunicazione…

Ma la realtà è molto meno fantascientifica, e molto più pragmatica. Come la Wind ha più volte sottolineato (parlando di “errori di rete“), si è trattato solo di una misconfiguration. Un errore. Questo ha riguardato diverse backbone (ossia delle dorsali) che, bloccandosi, non sono più riuscite a garantire l’accesso ad internet. Per capirci, è come quando il router di casa o dell’ufficio si impalla, e non riusciamo più a navigare. Ovviamente, mentre in casa/ufficio il router serve poche persone, le dorsali servono migliaia di persone: un blocco di questi “router” impedisce ad una buona parte di utenti di accedere alla rete. In questo caso non si è trattato di un impallamento, ma di un progressivo blocco non meglio specificato. Un conflitto di indirizzi IP? Un loop involontario (ipotesi molto quotata in rete)? Questo resterà un mistero 😛

Mentre qualcuno grida al rimborso facile, bisogna ammettere che i tempi di risoluzione sono stati effettivamente rapidi, anche di fronte ad un disservizio pesante riguardante la linea telefonica. Sono delle settimane particolare per diversi ISP, compresa Telecom Italia che, qualche settimana fa, a causa di un “problema di zona“, ci ha lasciato senza accesso ad internet per 2 giorni. A quanto leggo in rete, anche altri gestori non sono stati esenti da guasti.

Gli errori possono succedere, a tutti. E quando succedono, bisogna solo avere pazienza 🙂