Eseguire il debrick di un NAS Buffalo

Buffalo NAS
Un esempio di NAS

Possedere un NAS, in casa o in ufficio, è una grande comodità. Ne esistono di diversi tipi, ma se puntate a qualcosa di economico ed abbastanza professionale, sicuramente avrete intravisto dei buoni NAS della Buffalo. Sono possibili diverse combinazioni, dalle più semplici come le LinkStation, alle più particolari come le CloudStation, il tutto a prezzi che, anche per un piccolo ufficio o un uso esclusivamente domestico, sono decisamente abbordabili. Ma… ‘sti NAS sono piuttosto delicati, ed averci a che fare non è sempre una bella esperienza.

Delle volte, anche delle semplici operazioni come una formattazione dei dischi o un reset dei dati di fabbrica può causare un brick del dispositivo.  Se il dispositivo è brikkato, anziché accendersi regolarmente (e lampeggiare di blu) dopo qualche secondo inizierà a lampeggiare di rosso (presso INFO/ERROR). Esistono diversi tipi di brick, ed il numero di lampeggiamenti ci indica grossomodo dove sta il problema. Generalmente, i casi più comuni di brick si presentano con 6 o 7 lampeggiamenti rossi.

Quando il dispositivo è in brick, non lo si vede in rete. Per recuperarlo ci sarà bisogno di seguire una procedura non molto lunga, ma piuttosto avanzata. Avremo bisogno di diversi tool per trovare e gestire il NAS ed il suo firmware, e dovremo anche cambiare rete. Avremo necessariamente bisogno di un computer con Windows, dato che via Linux, con i tool suggeriti, non sono riuscito a fare nulla. Prima di procedere, vi consiglio di scaricare tutto il necessario.

Preparatevi ad una noiosa mezz’oretta! 😀

Premessa:

Prima di procedere, è bene ricordare che questa procedura è utilizzabile sulla maggior parte dei NAS Buffalo. Personalmente, l’ho testata su un LinkStation (LS-WXL) ed un CloudStation (CS-XS), ed ha funzionato entrambe le volte. Ricordate che il brick è segnalato da una serie di lampeggiamenti rossi sul NAS, non confondetelo con la modalità EM! Quella è un’altra storia. Se siete sicuri che il vostro NAS è brikkato, procedete pure.

Cosa ci serve:

Dovremo scaricare una serie di tool ed il firmware del nostro dispositivo. In totale, avremo da scaricare circa 500MB di materiale.

Sia per NasNavi che per il FirmwareUpdater, dovrete inserire nella pagina il modello del vostro dispositivo. Mentre NasNavi è un software generico, FirmwareUpdater è diverso per ogni dispositivo! Quindi assicuratevi di scaricare quello dedicato al vostro NAS, altrimenti non funzionerà nulla! Se non avete i codici richiesti per i download, potete fare riferimento al sito giapponese della Buffalo 🙂

Preparazione dei dischi:

Questo passaggio è facoltativo, ma è giusto riportarlo. Dovendo inserire due hard disk che non erano usati dal NAS, questi hanno bisogno di essere puliti. Ci basta collegarli al computer ed eliminare tutte le partizioni al loro interno: vanno lasciati come spazio non allocato. Lo possiamo fare da Windows con la Gestione Disco (Tasto Destro su Computer -> Gestione -> Gestione Disco), o da Linux con gparted (o direttamente con parted nel terminale). A voi la scelta su come procedere 😛

Colleghiamoci via TFTP:

Qui iniziamo seriamente il lavoro. Per prima cosa, va detto che i NAS Buffalo, quando sono in brick, cambiano il loro indirizzo IP in 192.168.11.80. Quindi, dovrete impostare il vostro IP su quella rete, impostando il vostro indirizzo come 192.168.11.1, altrimenti non vedrete mai il dispositivo. Dopo aver impostato l’IP, collegate direttamente il NAS al vostro computer con un cavo ethernet.  A questo punto, avviate il software TFTP Boot: si avvierà una finestra del prompt, che rimarrà in attesa di individure il vostro NAS. Assicuratevi che ci sia scritto correttamente il vostro indirizzo IP, perché se risulta altro (tipo 127.0.0.1) non funzionerà.

Arrivati a questo punto, colleghiamo l’alimentatore al NAS ed accendiamolo normalmente. Quando inizieranno a lampeggiare i led rossi, teniamo premuto per qualche secondo il tasto FUNCTION (che generalmente si trova dietro, vicino alla ventola), ed improvvisamente tornerà a lampeggiare di blu. Dopo qualche secondo, se tutto è stato fatto correttamente, nella finestra del prompt vedrete comparire un paio di messaggi. Il software ha agganciato il NAS! Adesso dovrete aspettare qualche minuto, finché la luce blu non diventerà fissa ed il NAS sarà nuovamente rilevabile: possono volerci 5/10 minuti.

Aggiornare il firmware:

Una volta che la luce si sarà stabilizzata, tramite NasNavi possiamo nuovamente individuare il NAS, che ci apparirà in modalità EM. Il NAS avrà un’indirizzo ed una subnet improponibili, ma gioca a nostro vantaggio il DHCP, che sarà nuovamente attivo. Per cui, scolleghiamo il NAS ed il PC, precedentemente collegati con un cavo ethernet, e colleghiamoli singolarmente alla rete. Il NAS prenderà il primo indirizzamento disponibile, al vostro PC invece dovrete reimpostare la vostra rete (o metterlo in DHCP). A questo punto, gli indirizzi dentro al NasNavi cambieranno, ed avremo NAS e PC sulla stessa rete e con la stessa subnet 🙂

Dopo questo semplice passaggio, tocca al Firmware Update. Prima di avviare il programma però, dobbiamo fare una modifica. Entriamo nella cartella del programma (ha un nome diverso in base ai modelli di NAS), e noteremo il file LSUpdater.ini. Apriamolo con il blocco note, ed inseriamo in fondo queste righe:

[Flags]
VersionCheck = 0
NoFormatting = 1

[SpecialFlags]
Debug=1

In realtà, c’è da aggiungere solo le ultime due righe: le tre righe di sopra sono già presenti, vanno solo modificati i valori. Dopo aver fatto, salviamo il file, e possiamo finalmente avviare il nostro Firmware Updater. Dopo l’avvio  il programma cercherà il NAS, e se avete fatto tutto correttamente lo individuerà subito. Se non dovesse succedere, la piccola modifica di prima ci verrà in aiuto: abbiamo infatti abilitato un menù nascosto! Clicchiamo con il tasto destro sulla barra del titolo (dov’è scritto il nome del programma), e scegliamo la voce Debug. Da li potremo impostare direttamente l’IP e la Subnet del nostro NAS, dati che possiamo vedere direttamente dal NasNavi. E’ consigliato selezionare l’opzione “Use DHCP Client” per sicurezza. Dopo l’OK, eseguiamo un’altra ricerca ed il NAS verrà trovato.

Se avete formattato i dischi (lasciandoli come non allocati), prima di reinstallare il firmware dovremo ricreare la tabella delle partizioni. Per farlo, accediamo sempre alla finestra Debug, deselezioniamo tutte le opzioni sotto Update (a sinistra) e selezioniamo tutte le opzioni sotto Config (a destra), tranne “Delete user-config“. Diamo l’Ok, quindi clicchiamo su Update. Partirà la formattazione dei dischi, e verranno ricreate tutte le partizioni necessarie. Il NAS si riavvierà, ma sarete ancora in grado di vederlo. L’operazione è facoltativa, se non avete formattato o sotituito i dischi non c’è bisogno di seguire questo passaggio. Ci vorranno più o meno 10 minuti.

Finita la preparazione dei dischi, ora bisogna riscrivere il firmware sul dispositivo. Per farlo, entriamo nuovamente nella finestra Debug, e questa volta selezioniamo tutte le opzioni sotto Update (a sinistra), mentre in Config (a destra) selezioniamo solo la prima (Do not check version) e l’ultima (Force update). Clicchiamo Ok, dunque clicchiamo su Update. E’ fatta! Dovrete solo aspettare che termini l’operazione (ci vorranno circa una ventina di minuti), ed il NAS sarà nuovamente utilizzabile! 🙂

In conclusione:

Reimpostare il NAS non è stato così difficile. Ci vuole un po’ di tempo, ma ne vale la pena! Ricordatevi che dopo la scrittura del firmware, il NAS riprenderà il suo IP di default! Dovrete riconfigurarlo in toto, in quanto sarà come appena uscito di fabbrica. Esistono anche diversi firmware oltre a quello standard, ma personalmente non li ho provati.

I NAS rimangono un’ottima soluzione per ogni evenienza, comodi e veloci. La facilità con cui si può rimediare al brick li rende decisamente ottimi, dato che l’operazione è fondamentalmente alla portata di tutti. A tempo perso, proverò ad eseguire con un altro NAS un debrick su Debian, per vedere se è comunque fattibile in qualche modo. Per adesso, ne ho già recuperati due, che in ufficio ci torneranno molto utili 🙂

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