Europee 2014 e schizzofrenia in salsa Italiana

Morto un papa se ne fà un altro. Non è una frase di convenienza, ma pura realtà. Vita quotidiana, di tutti i giorni. Non bisogna essere religiosi fedeli per rendersi conto che questa massima può essere applicata ad ogni altra persona sulla faccia della terra, indipendente dall’importanza che questa ricopre. Può essere una fidanzata, un’amica, un conoscente, un politico e quant’altro. Nell’opportunistica ottica del mondo moderno, quando qualcuno non ci può più dare nulla, si va da qualcun’altro.

Evidentemente molti connazionali la pensano così, tant’é che alle Europee 2014 in tutta Italia ha prevalso il Partito Democratico. Devo ammetterlo, non mi aspettavo quel 40,8%. Mi aspettavo che fosse il primo partito, ma non con questo distacco dal M5S, ne tantomeno che fosse il primo in tutte le regioni. Nessun sondaggio aveva previsto questo scenario (a maggior ragione vi ripeto: non fidatevi mai). E, come se non bastasse, il clima generale appariva come avverso al PD: in rete come in piazza, parlare di PD (o dire “sinistra“) per un po’ ha fatto venire il voltastomaco a tutti. Eppure, il PD, effettivamente, ha stravinto.

Qualcuno l’ha definita “la vittoria deglio 80€“, qualcun’altro ha fatto un (giusto) parallelismo, dicendo che prima tutti avevano creduto a Berlusconi con i suoi milioni di posti di lavoro, e che ora tutti si sono venduti a Renzi per i suoi 80€. In molti però si dimenticano che si parla di Europee, e non elezioni locali. Sebbene non abbia votato PD, devo scagliare una lancia a favore della campagna del partito: si è fatto buona pubblicità. O comunque, si è proposto meglio di tutte le altre liste. Escludendo a priori le liste di centro-destra, dove resiste (incredibilmente) Forza Italia con il suo “concetto Berlusconiano” di leader massimo, le altre liste o sono state meno incisive. Lo stesso M5S, a parte una serie di strafalcioni che sicuramente hanno contribuito a diminuire i loro voti, non ha chiara una “linea Europea“, se non quella del mandare tutti a casa. Stesso discorso anche per la Lista Tsipras, che a parte qualche (penoso) video ed altrettante locandine tirate in aria (“Vota Comunista“!?) ha fatto notizia solo per una foto in bikini.

In linea generale però, penso di poter dire che, effettivamente, in Italia ha vinto la linea Europeista, e non quella Euroscettica. In questo marasma di niente generale, l’Italiano Medio si è fatto prendere dalla giovane immagine di Renzi. Sicuramente si sarà fatto prendere anche dall’idea degli 80€. Avranno influito anche gli annunci sui programmi per i prossimi anni, progetti, idee… Confrontando i dati delle Europee del 2009, si scoprirà che all’epoca l’Italia stava prevalentemente a destra, mentre oggi sta completamente a sinistra. Almeno con i colori, l’Italia è rossa! In Europa invece, passano prevalentemente liste di centro-destra.

Nella città di Crotone, su 47.793 aventi diritto al voto, hanno votato 17.364 elettori, che corrispondono al 36,20% (stando ai dati forniti dal comune). Meno della metà. Ma a Crotone il PD ha la meglio da diversi anni. Vedere che in zone come Reggio Calabria, notoriamente associate al PdL, ha prevalso il PD, mi fa venire in mente sempre la stessa cosa: in Italia non c’è unità politica.

Sarò all’antica, ma il solo fatto di constatare che si cambia da così a così senza troppi pensieri non mi piace proprio. Se si continua ad andare dove tira il vento, dove conviene o sembra convenire, senza avere una linea chiara… ci si sposta, ma si resta immobili. Ossia, si rimane nello stesso clima di sempre, forse in salsa più giovanile, ma pur sempre lo stesso clima.

Questa schizzofrenia tutta Italiana esiste da sempre. Una massima dice che dopo la WWII, tutti erano diventati improvvisamente Comunisti in Italia! Nel ’94 tutti credettero a Berlusconi. Oggi tutti credono a Renzi. C’è sempre la stessa costante nel popolo Italiano, ossia la necessità di avere una figura di riferimento. L’elemento messianico, colui che viene e risolve tutto, che sa cosa fare e come farlo. Questo fattore si è chiaramente visto con Grillo, figura che, da buon leader, detta la linea di comando compiacendo la popolazione. O, detta in altri termini, sfruttando dei malcontenti comuni.

La figura di Renzi, e l’immagine che ha saputo dare al PD, ha prevalso. Farà? Non farà? Staremo a vedere. Intanto, bisogna fermarsi un attimo e pensare ad una cosa. Se il concetto politico della popolazione Italiana è così facile da cambiare, in che cosa si riconosce questa massa? C’è un’ideale politico? Come si è trasformato nel corso degli anni? Io penso che si sia un po’ perso.

A parte le ovvie divisioni, che potremmo definire classiche, come i concetti opposti su immigrazione, stato, sociale e quant’altro, non esiste realmente una differenza politica. Tutto si riduce a discutere i modus operandi, senza toccare i giusti tasti. Un po’ come parlare degli 80€ promessi da Renzi: una soluzione inutile, che però piace. E se l’avesse avanzata qualcun’altro, anche di partito opposto? Idem. Come saprete, l’economia non ha un colore politico, quindi è facile veicolare la gente (dunque i voti) tramite questa fantomatica economia.

E’ triste vedere “la sinistra” che diventa sempre più liberista. Ma oggi, a sentir parlare gente che vota PD, sento anche frasi come “La sinistra deve togliere potere ai sindacati per liberalizzare“, o cose tipo “la flessibilità, serve più flessibilità“. Temi che, da sempre, sono stati promossi, niente poco di meno, dal PdL di Berlusconi. Oltre a non esserci unità, non c’è neanche memoria. Ciò non vuol dire che la sinistra debba rimanere immobile, ma, insomma, neanche annullarsi pur di governare.

Quindi, in cosa si riconosce oggi la massa? Volendo essere cinico, direi “Negli 80€“. Ossia, nel nulla. Nell’immediato effetto placebo. Nell’inutile gioia di poter affermare “Lui l’ha fatto“. Insomma, in chi pare riesca a dargli di più, o meglio. Volendo essere realista, basandomi sulle elezioni, direi “In chi pare voler ridare credibilità al paese“. In effetti, Renzi (e il suo PD) sembra la figura giusta da mandare in Europa, sembra deciso e volenteroso, a differenza dei soliti noti.

In entrambi i casi, si denota chiaramente l’aspetto opportunistico degli elettori Italiani, che cambiano partito come l’abbonamento telefonico. Questo duro scontro con la realtà mi fa capire non solo che un’unità politica è difficilissima (se non impossibile), ma anche che costruire una linea guida politica è un concetto più teorico che pratico. Non ci corrisponde. Siamo diventati a tutti gli effetti fruitori passivi della politica, politici inclusi. Non scegliamo più tra il servizio migliore e quello meno buono, ma tra quelli più economici e con più vantaggi per noi. E’ un’ottica completamente opposta da quella che dovrebbe essere la politica, ossia: scegliere il meno peggio.

Il PD, a livello nazionale, ha la possibilità di riscattarsi (finalmente). Non come sinistra, ma come partito politico. Tsipras è andato bene, ma si poteva fare di meglio. Grillo ha ottenuto quello che si merita. Le destre via via scompariranno. E poi, in un ciclo perenne, tutti questi fattori si mischieranno, cambieranno posizione, da qui all’infinito. Ci era stato detto che sarebbe finita così, in questo eterno carosello di simboli, colori, persone, volti, parole… e noi potremo solo cambiare bandiera, di volta in volta.