Applausi arroganti

Ovazione (foto Repubblica)

Una foto come tante. Un momento di ovazione, di (presunta) felicità. Un gruppo di persone che si riconosce in degli ideali, in delle prese di posizione. Tutto normale, se non fosse per un solo dettaglio: si stanno applaudendo degli assassini.

Il SAP è un sindacato autonomo di polizia, che dopo il COISP si è guadagnato di diritto l’odio e il disprezzo di buona parte della popolazione Italiana. Durante una conferenza, tenutasi il 29/04/14 a Rimini, all’ingresso di Paolo Forlani (quello degli insulti via Facebook), Luca Pollastri e Enzo Pontani, tre dei quattro agenti condannati in via definitiva per la morte di Aldrovandi, la reazione dei partecipanti è stata una standig ovation.

Applausi e solidarietà, per delle figure che hanno abusato della loro posizione. Applausi non solo dai partecipanti, ma anche dagli organizzatori del convegno. Dai dirigenti del sindacato. E da alcuni vari politici presenti, come, ad esempio (uno su tutti), La Russa. Inutile dire che, dopo che l’evento è stato reso noto, più o meno tutti stanno prendendo le distanze. Pansa si scusa con la madre di Aldrovandi. Alfano annulla gli appuntamenti con il sindacato. Renzi si dice disgustato. Tante belle parole, che però vengono annullate da un semplice gesto, presente e convito. Tanto convinto che lo stesso segretario del SAP (tale Gianni Tonelli) tira dritto, affermando che gli applausi sono giusti in quanto, secondo loro, gli agenti sono innocenti. Sulla stessa scia di Salvini, che su Twitter non perde tempo per scrivere che sta dalla parte degli agenti.

A quella povera donna, a parte la frustazione e l’umiliazione per certi avvenimenti, resta poco. Nessuno le ridarà il figlio. Il vero danno, qui, lo subisce proprio l’organo della polizia. Questi sono avvenimenti che hanno la tendenza di sommarsi a tante altre piccole cose. L’arroganza di stato è quella che porta nelle piazze a manifestare, a disprezzare la divisa come serva di uno stato infame, ingiusto. Ecco, l’arroganza dimostrata da sindacati e poliziotti, sopratutto in casi delicati come questi (quanto infiamma ancora oggi il G8?), si trasforma in rabbia.

E’ solo uno dei tanti, tantissimi piccoli eventi che rende facile fare di tutta l’erba un fascio. Il disprezzo che questa gente ha verso un giovane, si trasformerà in disprezzo verso la polizia. Semplice. Se qualcuno non lo capisce, non deve essere molto sveglio.