“Che Liberazione”

Bello. Ma anche triste. Ma non tristezza per via delle poche bandiere rosse che si vedono in giro, quasi con vergogna. No. Quelle ci sono, ci saranno sempre. La tristezza nasce dal fatto che questo filmato è del 1994. Sono passati venti anni da allora. Eppure, i nostri problemi sono gli stessi.

Il ’94 fu l’anno della salita al potere di Berlusconi. Fu un anno tragico per la Sinistra, smembrata, disunita, smarrita. Persa. Tuttavia, era un anno dove c’era ancora molta, moltissima gente che “ci credeva”. Credeva nell’unità. Nella compattezza. Nella lotta comune. Aimé, quando un vecchio compagno parlava di compromesso, c’aveva visto lungo. I partiti si sono via via disintegrati, non è servito nessun ramoscello d’ulivo come segno di pace, e tutto è andato perso.

Ma… bisogna essere obiettivi. Il 25 Aprile è una festa che dovrebbe essere onorata per ciò che ci vuole ricordare: la liberazione dell’Italia dalle truppe Naziste. E da questa data che si diede il via alla formazione del nostro paese. Ogni altro messaggio veicolato politicamente, è solo un pretesto per voler fare discussioni.

Per riprendere il titolo del Manifesto: Che Liberazione!