Al via la mappatura dei crateri su Marte?

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La “famosa” fondazione uwingu

In questi giorni (dal 26.02.14) in rete è approdato un ambizioso progetto: procedere alla mappatura dei crateri di Marte. L’esperimento è nato da un’idea della Uwingu Fund, società che già da tempo è impegnata nel settore astronomico e spaziale. La parte fantastica del progetto è che chiunque può assegnare un nome ad un cratere, pagando una somma di denaro che va ad aumentare in base al diametro del cratere (più è grande, più si paga).

Per chiarire ogni dubbio, si tratta di una società privata, non collegata direttamente alla NASA. Questa fondazione si occupa di raccogliere fondi per finanziare progetti collegati all’astronomia, come gruppi di studio, laboratori, telescopi e simili. Anche questo progetto di mappatura crateri è, in realtà, una sorta di campagna marketing, sia per far conoscere la fondazione (praticamente sconosciuta da noi) sia per raccimolare qualche soldo.

In molti sono giunti a conclusioni affrettate, affermando che si può assegnare definitivamente un nome, a propria scelta, ad un cratere di Marte, e che in futuro quel nome resterà in eterna memoria. Beh, la realtà è leggermente diversa. Il tutto viene perfettamente spiegato nel sito stesso della fondazione.

In realtà, il discorso è molto semplice. La Fondazione Uwingu ha messo a disposizione degli utenti una mappa di Marte, ben fatta e dettagliata, dotata di particolari punti che possono essere taggati. In tal caso, si parla di Crateri. Marte avrà milioni e milioni (senza esagerare) di crateri sulla sua superfice, ed alcuni sono stati già nominati. Basti pensare al famosissimo Cratere Airy, scoperto intorno alla metà dell’800, che fu utilizzato come punto di riferimento per piazzare il meridiano principale di Marte.

Sul sito della fondazione sta chiaramente scritto che la mappa non è ne ufficiale ne definitiva. Basta leggersi le FAQ. Lo scopo principale della mappa è infatti quello di far guadagnare qualcosa alla fondazione. Si giustifica il tutto dicendo che potrebbe far comodo avere una mappa già dettagliata e nominata, sopratutto ad astronomi, scienziati e così via. Già, potrebbe. Perché in realtà “si spera” che queste nomenclature definitive e complete possano poi, in un futuro non molto lontano, essere prese davvero come nomi ufficiali dei crateri marziani. Si spera, nulla di più.

Indipendentemente dal fatto che possa essere davvero un discorso utile, non solo per gli osservatori terrestri ma anche per chi pianifica le rotte dei rover, la situazione è andata un po’ alla “càzz dé càn“, e si possono trovare crateri dai nomi e dalle dediche un po’ inappropriati, come il grande cratere “Sarah’s large hole in the ground“, il simpatico “A Nylon Banana Yeti“,  il più Italiano “Supercazzola Prematurata” o il meno raffinato “bucodiculo“. Chissà se il lavoro verrà preso seriamente.

E pensare che bisogna pure pagare per mettere un nome idiota. Ah già, veniamo ai prezzi. Per poter taggare un cratere, si parte dalla modica cifra di 5$, circa 3,6€ più o meno. I crateri più grandi, e dunque quelli più visibili, arrivano ad un massimo di 5000$, e sono stati dedicati per lo più a personaggi noti dell’astronomia e della scienza, come Copernico o Newton. Il prezzo dipende da più fattori, sopratutto dal diametro e dalla profondità del cratere. Per darvi un’idea, tutti i crateri con diametro inferiore a 700 metri “costano” 5$.

Il progetto è comunque ambizioso, e si prepone di assegnare un nome a tutti i crateri entro la fine del 2014. La mappa è disponibile online, ed è accessibile a tutti. Tuttavia, non si tratta di assegnare davvero un nome ad un cratere di Marte, bensì di assegnare un nome ad un cratere di Marte solo sulla mappa di questa fondazione. Mappa che, forse, solo forse, e si spera, verrà presa in considerazione in futuro da astronomi e scienziati.

Io mi sono “conquistato” un piccolo cratere nei pressi del Noctis Labyrinthus, all’inizio (o alla fine?) della Calydon Fossa 🙂