Quelle impronte di 850,000 anni fa

Un contronto tra “vecchio” e nuovo

Questa volta, dobbiamo ringraziare l’erosione per aver fatto venire alla luce un grande tesoro. Un tesoro che ci costringe a rivedere tutta una serie di aspetti collegati alla presenza dell’uomo nella Gran Bretagna, ma anche alla storia della presenza umana di tutta l’Europa.

Sono state rinvenute, nel sito di Happisburgh, le impronte umane più vecchie d’Europa, datate approssimativamente tra circa 850,000 e 950,000 anni fa. Sono le impronte più vecchie al di fuori dell’Africa. In Tanzania infatti, presso il sito di Laetoli, sono presenti impronte risalenti al Pleistocene, cioè circa 3,6 milioni di anni fa.

In totale, parliamo di circa una 50 di impronte verificate e certificate, lasciate da ben 5 individui differenti, appartenenti alla specie di Homo Antecessor. Il sito era già noto per i numerosi reperti archeologici e storici, ma nessuno si aspettava di trovare, sotto la sabbia, questa incredibile testimonianza di vita passata. Si ritiene, da una prima ipotesi, che si trattasse di un gruppo di persone in cerca di cibo. Le impronte sono impresse nel fango, che venne rapidamente ricoperto dalla sabbia, e che si è indurito nel tempo.

L’Homo Antecessor visse in un periodo compreso tra 1,2 milioni e 800 mila anni fa, ed è considerato uno dei primi ominidi Europei. Prima di oggi, si faceva risalire la presenza umana in Gran Bretagna a circa 500/600 mila anni fa. Lo stesso sito di Happisburgh, nel 2010, permise il ritrovamento di reperti datati 800.000 anni fa.

La datazione, ora, sembra essere confermata 🙂