Alla radice dell’antisemitismo

A

Deportazione, Detenzione e Sterminio:

Germania:

Quando si parla di deportazione, si tende a pensare alle prima deportazioni di massa. In realtà, i primi deportati iniziarono ad esserci già a partire dal ’34-’35, dopo l’ultimazione dei primi campi di lavoro. In questi campi ci finivano principalmente i dissidenti, i rivoltosi, sempre che non venissero uccisi prima. Questi primi campi non avevano la funzione dei campi di sterminio (ciò non vuol dire che non ci siano state delle morti all’interno). Questi primi campi erano stati ideati solo per contenere e rinchiudere tutta la popolazione Ebraica della Germania. In Germania infatti vi erano numerosi Campi di Concentramento (si stimano circa 1600 strutture), e circa 6 Campi di Sterminio.

L’intento ultimo era la cosiddetta “Soluzione finale alla questione Ebraica“. Gli Ebrei erano un problema non solo per la Germania, ma per il mondo intero! Per tanto, bisognava trovare una soluzione, e il Partito Nazista la trovò. Nella popolazione Tedesca, si stima che pochi sapessero effettivamente di questi campi. In molti sapevano solo che gli Ebrei sarebbero stati mandati tutti via, in perenne esilio, al fine di favorire la razza Ariana.

Per iniziare le vere e proprie deportazioni di massa, si aspettò il 1941. A guerra già inoltrata, la popolazione aveva altri pensieri. Il mondo stesso aveva altri pensieri. In questo campo, il Partito Nazista ebbe carta bianca, e nel massimo riservo iniziò a programmare, capillarmente, le deportazioni da tutto il paese. In alcuni casi dapprima nei ghetti e poi nei campi. I problemi logistici erano enormi, ciononostante si organizzò una macchina ben oleata, in grado di gestire un traffico di centinaia di migliaia di persone in un solo giorno.

Nell’ottobre del 1941 si organizzò la prima deportazione con finalità di sterminio, per un totale complessivo di circa 700.000 persone. Le deportazioni, organizzate con cura, andarono avanti fino al 1944. La deportazione e lo sterminio sistematico prese il nome di Olocausto, mentre lo sterminio della popolazione Ebraica prenderà il nome di Shoah. Oggi i termini sono considerati, erroneamente, sinonimi. Il numero di vittime è tutt’oggi argomento di dibattito, e non si ritesce a trovare un punto d’intesa. Si stima (oggi) che siano stati uccisi circa 6 milioni di Ebrei.

Nel resto d’Europa:

Mentre in Germania era in atto un vero e proprio attacco alla popolazione Ebraica, il resto d’Europa era meno restrittivo.

In Italia si approvarono le leggi razziali nel 1938. Prima di allora, vi era la comune avversità storica e religiosa verso gli Ebrei, ma nulla di più, avendo questi ricoperto anche importanti ruoli durante la WWI. Dal 1938 fino al 1945, si applicarono le stesse leggi approvate in Germania, e di fatto la condizione della popolazione Ebraica ricadde nuovamente nel baratro. L’Italia progetto dei campi di concentramento, ma si limitò a consegnare una parte della popolazione Ebraica alla Germania Nazista, condannandola, di fatto, a morte.

Nella Russia Sovietica ad esempio, dagli anni ’30 iniziarono ad essere utilizzati i Gulag, che servivano come campi di detenzione per una più vasta fetta di popolazione, tra cui un parte di origine Ebraica, già presente nel paese da tempo, ma che arrivò in massa sopratutto dopo la fuga dalla Germania (e dai vari Pogrom in molti paesi dell’Est) e venivano ritenuti spie. Si pensa che Hitler decise di iniziare seriamente con i campi di sterminio a seguito dell’internamento di alcuni soldati Tedeschi, catturati in Russia, in dei Gulag in Siberia. La situazione Ebraica durante l’URSS fù complessa: il paese, ufficialmente, non era antisemita, tuttavia i miti comuni (sopratutto quelli legati al denaro) erano forti. Anche qui, dopo la prima rivoluzione fallita (nel 1905) si accusarono gli Ebrei di aver boicottato il progetto. In seguito, durante la WWII, la popolazione Ebraica venne, anche in questo caso, abbandonata a se stessa. Stalin non consegnò le vittime direttamente ad Hitler, ma non le aiutò. A quanto pare, ci fù una sorta di accordo segreto, con il quale Stalin pensava di tener buono il nemico. Anche in Russia come in Italia (e come nel resto del mondo) vi era la classica avversione storico-religiosa.

Stessa situazione si ripresentava in quasi tutti gli altri paesi Europei, dove la popolazione Ebraica viveva in bilico, ma non era ritenuta uno dei problemi principali. Solo dopo la fine della guerra, in alcuni paesi dell’Est Europa, si avviarono delle campagne di pulizia etnica sul modello Tedesco, e si tentò di sterminare la minoranza Ebraica e Musulmana.