Alla radice dell’antisemitismo

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Guerre Mondiali, Nazismo e Leggi Razziali:

Con l’arrivo del primo conflitto mondiale, e con l’innescarsi di tutti i vari conflitti che poi sono sfociati nella WWI, l’attenzione si spostò. Sotto le armi non c’erano più “noi e loro“, ma un unico fronte, unito, che combatteva per il proprio paese. La 1a Guerra Mondiale è tristemente nota per la sua violenza, per le trincee, e per l’incredibile numero di vittime che ha generato.

In tutti gli eserciti, di ogni paese, vi erano militari Ebrei. Ebreo ormai era polivalente, indicava non solo una fede religiosa, ma anche una razza. La popolazione Ebraica confluì alle armi in Italia come in Germania, e combatté “per la patria“. In italia diversi Ebrei, prima della guerra, ricoprirono cariche statali, e dopo la guerra arriveremo ad avere ben 19 senatori Ebraici. Lo Stato Pontificio non esisteva più, e con esso erano sparite le restrizioni e i divieti.

Prima, durante e dopo la guerra, la situazione Ebraica era si più rilassata, ma l’avversione non era terminata. Nonostante ciò, si visse un periodo di relativa calma fino agli anni ’30, fin quando le politiche razziste del Movimento Nazista non diventarono ampliamente diffuse e condivise.

L’Antisemitismo, come già detto, era già diffuso, sopratutto nelle campagne, nelle zone lontane dai centri culturali. Lo stesso Hitler, che vedeva un ordinamento sociale diviso in 2 classi (i Connazionali, più conosciuti come razza Ariana, e gli Stranieri della Comunità, nei quali inseriva tutti coloro che non avevano radici germaniche assieme a malati di mente e storpi), aveva una sorta di avversione personale contro gli Ebrei. In seguito, tra il ’33 ed il ’39, quando il partito godeva di maggior potere e considerazione, si poterono esprimere basi più radicali. Nella più totale segretezza, già nel ’33 iniziò la costruzione dei primi Lager.

Vennero aggiunte nuove accuse verso la popolazione Ebraica. Li si accusava di essere degli incapaci, di aver causato la sconfitta della Germania durante la 1a Guerra Mondiale, ma anche della povertà e della disoccupazione che si registravano in quel periodo. Insomma, storicamente si è ripetuto un fattore cruciale, quello della discriminazione a priori. Tutto faceva brodo, e vennero riprese anche accuse storiche, come l’essere sporchi, avidi, tirchi, di cattivi costumi, ecc. ecc. ecc.

Sostanzialmente, il Partito Nazista riprese buona parte del contenuto delle Bolle Infami, e ne applicò le leggi in periodi diversi. Per prima cosa, si iniziò a boicottare i lavoratori Ebraici, i loro impieghi, la loro stessa professionalità. Iniziò una sorta di campagna “Compra Tedesco“, cercando di favorire i lavoratori “Ariani” piuttosto degli altri. I primi a pagarne le conseguenze, furono medici, negozianti ed avvocati Ebraici. Questi furono boicottati già nel ’33. Nello stesso anno, venne approvato il divieto per ogni cittadino non Ariano di ricoprire cariche importanti o altamente lucrative. Di fatto, si riprese il concetto già espresso nell’Impero Romano d’Oriente, per cui ogni Ebreo non doveva essere, socialmente, al di sopra di un Cristiano. Sostituiamo Cristiano con Ariano ed il gioco è fatto.

Dal ’35 in poi le politiche razziali subirono un’accellerata. Si vietarono nuovi impieghi alla popolazione Ebraica, non si potevano più arruolare nell’esercito, e si iniziò a vietare ogni sorta di commercio con aziende e società gestite da Ebrei. L’intento di Hitler era semplice: impedire che questa fetta di popolazione avesse un qualunque potere, una qualunque influenza, nella vita del paese. Andavano ridotti alla miseria, in modo da essere facilmente controllabili. Tutto questo veniva fatto seguendo il più grande piano di Igiene Razziale, che prevedeva una pulizia sociale di tutti i non Ariani.

Iniziarono a ricomparire i marchi che Sant’Agostino ci aveva proposto quasi 1500 anni prima. Nei negozi gestiti da “Ariani” iniziarono a comparire cartelli come “Vietato l’ingresso agli Ebrei“, mentre le attività gestite da Ebrei, sempre a seguito del boicottaggio imposto qualche anno prima, venivano marchiate con una grande J dipinta sui muri o sulle vetrine. Sempre una J veniva aggiunta su documenti e passaporti degli Ebrei, e addirittura si arrivò ad aggiungere loro un nome: Israel se erano maschi, Sarah se erano femmine. Poco dopo, vennero riapprovati i segni distintivi sugli abiti: la famosa Stella di Davide gialla.

Piccola nota: La J sta per Juden, letteralmente Giudei. Ma, a livello popolare, non sono più visti come Giudei discendenti del Regno di Giuda, bensì come Giudei discendenti di Giuda, ossia colui che tradì Gesù Cristo. Questo fattore servì molto all’idea che fossero veramente indegni ed inferiori per questioni di sangue, e quindi di razza.

Il controllo era capillare. A seguito del boicottaggio economico, la maggior parte delle imprese gestite da Ebrei andò in fallimento. La popolazione si ridusse alla miseria, e, tra il ’37 ed il ’38, venne dato il colpo di grazia con due semplici leggi: gli Ebrei non potevano frequentare la scuola pubblica, e, sopratutto, i professionisti Ariani non dovevano aiutare gli Ebrei, e viceversa. Questo voleva dire che solo un medico Ebreo poteva curare un Ebreo, e non avrebbe potuto curare un “Ariano”, e viceversa. Stessa cosa avvenne in altri campi, come quello legale. Nonostante ciò, le professioni erano state bandite, e di fatto l’arringa di un avvocato Ebreo non aveva valore. Un medico Ebreo non poteva operare in un ospedale, e per tanto doveva arrangiarsi con quel poco che aveva a disposizione.

In meno di un decennio, la popolazione Ebraica, assieme alle altre minoranze della Germania Nazista, si ritrovò nella stessa condizione a cui erano sottoposti nel medioevo. Chi riuscì, scappò nei paesi vicini, e si stima che la popolazione Ebraica della Germania quasi si dimezzò tra il 1930 e il 1940. Intanto, incombeva la guerra. La situazione era critica, Hitler era determinato a vincere.

In questo clima, iniziarono le deportazioni di massa.