Alla radice dell’antisemitismo

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Le “Bolle Infami”:

Il medioevo non fu un periodo facile, per nessuno, indipendentemente dalla fede religiosa. Probabilmente, parliamo di un periodo storico in cui la Chiesa ha avuto un potere incredibilmente al di fuori del necessario. Un periodo in cui anche il miglior Cristiano poteva finire ucciso. Essere un Ebreo, tuttavia, doveva essere ancor più difficile. L’obbligo di portare un segno distintivo era rimasto inalterato, e l’essere incarcerati come eretici era estremamente facile. Bastava menzionare la Menorah per finire nelle stanze dell’inquisizione.

Durante la seconda metà del ‘500, vennero pubblicate le tristemente famose “Bolle Infami“. I Papi erano soliti scrivere le Bolle Papali, ossia dei messaggi, che all’epoca avevano una sorta di valore legale. Lo storico Attilio Milano ha classificato 3 bolle papali come infami, ossia:

  1. Cum nimis absurdum, emanata nel 1555 da Papa Paolo IV;

  2. Hebraeorum Gens, emanata nel 1569 da Papa Pio V;

  3. Caeca et Obdurata, emanata nel 1593 da Papa Clemente VIII;

In appena mezzo secolo, ben 3 Papi si presero la briga di prendere dei provvedimenti verso la popolazione Ebraica di Roma. Vediamo però nel dettaglio cosa comportarono i provvedimenti.

Cum Nimis Absurdum (1555):

Papa Paolo IV riteneva quantomeno assurdo che gli Ebrei potessero vivere a stretto contatto con i Cristiani, sfruttando la bontà ed il perdono di questi ultimi. Riteneva che l’Ebreo si sentisse protetto e tutelato dall’amore Cristiano, e che dunque non avesse più paura di subire una ritorsione per via del loro indelebile crimine.

Per questo motivo, si rinforzò la convinzione che la popolazione Ebraica dovesse vivere separatamente dalla popolazione Cristiana. Di fatto, Paolo IV formulò per primo il concetto di “Ghetto Ebraico, creando il Serraglio, ossia una parte di città, accessibile da un solo punto, dedicata solo ed esclusivamente alla popolazione Ebraica. Probabilmente, il primo Ghetto Ebraico fù proprio quello di Roma. In seguito, si diffusero in molte altre città (come Ancona). Cambiò anche il colore del segno distintivo, che non doveva più essere giallo o rosso, bensì turchese.

Hebraeorum Gens (1569):

Papa Pio V era daccordo quasi completamente con Paolo IV. Notò però che non tutti gli Ebrei si erano trasferiti all’interno del serraglio. Per questo motivo, emanò una bolla contenente un “ordine di sfratto”: tutti gli Ebrei, di qualunque sesso ed età, che non si fossero trasferiti nel Serraglio entro 3 mesi, sarebbero stati espulsi dallo Stato Pontificio, o ridotti eternamente in schiavitù.

Il gesto venne giustificato con il “visibile aumento di crimini” generati da queste persone, che si riteneva fossero pratici di magia e sortilegi, a danno del resto della popolazione. Tuttavia, a quanto sembra, l’effetto della bolla ebbe un esito contrario, ed andò ad indebolire l’economia dello Stato, in quanto la popolazione Ebraica era formata sopratutto da commercianti, mercanti, artigiani e simili, e con la sua espulsione si andò in contro a perdite economiche e di rapporti non indifferenti.

Caeca et Obdurata (1593):

Intorno al 1580, la precedente bolla di Pio V venne abolita, proprio a causa del danno economico causato allo Stato Pontificio. La popolazione Ebraica, spostatasi appena al di fuori dello Stato, fù libera di rientrare. Papa Clemente VIII però non era assolutamente daccordo, e riportò in vita la precedente bolla (Hebraeorum Gens) senza alcuna modifica.

Questa volta, lo spostamento di alcuni rami familiari fù irreversibile. Si ritiene che questa nuova bolla causò l’estinzione della comunità Ebraica di Bologna, che si spostò definitivamente nelle vicinanze.

Qualche tempo dopo, lo stesso Clemente VIII abolì la sua bolla, in quanto i danni arrecati all’economia dello stato erano divenuti ingenti.

Dall’inizio del nuovo secolo, la questione Ebraica ritornò ad essere non troppo importante. Rimanevano in vigore le leggi del segno distintivo, del serraglio, ed ancora non si potevano ricoprire incarichi pubblici, non si potevano esercitare professioni libere (come dottori, avvocati), e non si era equiparati al livello dei Cristiani. La popolazione rimase estremamente legata al commercio, e questo fattore influì molto nei secoli a venire.

Queste regole rimasero in vigore fino all’800, quando la situazione del popolo Ebraico iniziò a mutare, e nuovi diritti si prospettavano all’orizzonte, un po’ per tutte le classi sottomesse.