Alla radice dell’antisemitismo

A

Dopo Cristo:

Le prime avversità serie contro la “razza” iniziarono a nascere con l’arrivo di una nuova religione: il Cristianesimo. Un nuovo culto religioso, sostanzialmente identico a quello Ebraico.

Tuttavia, queste avversità non si manifestarono subito. Si ritiene che le razzie contro gli Ebrei iniziarono già nel 38 d.C., ad Alessandria d’Egitto, anche se la motivazione religiosa non ne era, probabilmente, la vera causa. Alla popolazione Ebraica veniva contestato un fatto decisamente moderno, ossia quello di trovarsi in una terra non loro, di essere intrusi. Numerose furono le diaspore di questa gente, tanto da spargersi ovunque, sopratutto, inizialmente, nel medio-oriente. Anche l’avversione del mondo Islamico, all’epoca, era decisamente minima.

Inizialmente, alla popolazione Ebraica viene contestata una sola cosa: l’aver crocifisso Gesù Cristo, figlio di Dio in terra. Quest’accusa è ancora molto in voga, nonostante i quasi due millenni di tempo trascorso. Iniziò a diffondersi sopratutto dopo l’approvazione del Cristianesimo come unica religione dell’Impero Romano, essendo spesso citata e ripetuta a partire dal IV secolo a.C.. In secondo luogo, all’accusa venne aggiunto anche il fatto che non volevano riconoscere Gesù Cristo come figlio di Dio, bensì solo come profeta. Sostanzialmente, queste accuse gettano una base che ancora oggi è molto solida, e fortemente condivisa.

Con la diffusione del nuovo culto nell’Impero (ormai decadente), si diffuse, automaticamente, anche l’avversione verso gli “assassini”. Paradossalmente, fù proprio la diffusione di una religione ad ingigantire il “problema Ebraico” a livello globale. Anche il Cristianesimo subì diverse scissioni interne, ma il ruolo del Giudeo rimase invariato. Sopratutto nell’Impero Romano d’Oriente iniziarono ad essere imposte tasse più esose verso la popolazione Ebraica, seguite a ruota da una serie di discriminazioni e diminuzioni sul piano sociale.

A dare un contributo enorme a quello che, in seguito, prese per la prima volta il nome di Antigiudaismo, fù un personaggio storico abbastanza noto e studiato ancora nelle scuole: Sant’Agostino. Questo riprendeva la storia di Caino e Abele: cosa disse Dio, dopo che si rese conto che Caino aveva ucciso il fratello, e stava per essere ucciso anch’esso? Disse: “Nessuno tocchi Caino!“. Lo condannò a rimanere in vita, marchiato, ad eterna memoria del crimine commesso verso il suo stesso fratello. Ecco, Sant’Agostino credeva che il popolo Ebraico esistesse ad eterna memoria del gesto commesso, e quindi riteneva che un Ebreo fosse “marchiato”. Che rimanesse in vita per punizione divina.

Per circa un millennio, andò così. La popolazione Ebraica fù pressoché ridotta all’impotenza, ma nonostante ciò il culto rimaneva in vita. Iniziarono a circolare le dicerie più stravaganti, mosse per screditare ulteriormente i Giudei. Li si accusava di essere sporchi, di vivere per il cibo, di essere troppo liberi di costumi. Ma anche di essere amici di demoni, del diavolo, il quale li avrebbe corrotti per uccidere proprio il figlio di Dio (qui nasce il loro “legame storico” al denaro, ma si evolverà come vedremo sotto). Si parlò pure di omicidi rituali, e si disse che bevevano il sangue delle vittime. Tuttavia, queste sono voci che nascono continuamente, e prendono di mira sempre bersagli diversi.

Separati dalla vita pubblica, la popolazione Ebraica iniziò a dedicarsi al commercio. Sin dall’età Romana, gli Ebrei sono abili ventidori, mercanti, commercianti. In realtà, il loro attaccamento al denaro, all’essere avidi e assetati di soldi, deriva proprio dal fatto che la maggior parte della popolazione Ebraica svolgesse, per quasi 2 millenni, attività lavorative legate al commercio. Solo in seguito, nel tardo ‘800, venne fatto un parallelismo con i denari ricevuti da Giuda.