Alla radice dell’antisemitismo

A

Prima di Cristo:

In questo caso, la storia è molto complessa ed articolata. Cercherò di essere il più chiaro possibile, basandomi su fonti e date attualmente accettate.

Gli “Ebrei”  intesi come popolo e popolazione iniziarono ad essere nominati intorno al 600 a.C.. Si ritiene che Ebrei derivi dal termine habiru, traducibile come sbandati, fuggiaschi, diseredati. Questo non vuol dire che sono “nati” in quella data, bensì che presero questo nome. Anche il culto religioso come oggi lo conosciamo si formò tra il 600 ed il 400 a.C., o comunque dopo l’Esilio di Babilonia (ci ritorneremo dopo). Prima di allora, si parlava di Israeliti, parola che discenderebbe dal soprannome di Giacobbe (Ish roe El) e che vuol dire “l’uomo che vide Dio“. Questa ipotesi non è condivisa da tutti, ma attualmente è la più accreditata.

Stando ai racconti Biblici, tutto iniziò con le 12 Tribù di Israele, che si divisero ed abitarono il territorio oggi occupato dall’attuale Stato di Israele e conteso con la Palestina. Queste tribù vennero fondate, si ritiene, intorno al 1200 a.C., per mano di Giosué, successore di Mosè, che condusse la sua gente, dopo la liberazione dall’Egitto, nella terra promessa. Giosuè ha la fama di essere un conquistatore, una sorta di comandante, che occupò quasi completamente il paese di Canaan, in quanto quella era la terra indicatagli da Mosè, che a sua volta aveva ricevuto l’indicazione da Dio.

All’epoca non si poteva ancora parlare di antisemitismo. Tuttavia, le prime forme di avversione verso questa popolazione, nascono principalmente in questo periodo. Si pensa (ma sono solo teorie per lo più fantastiche) che gli stessi Egizi li lasciarono andare in quanto li ritenessero portatori di sfortuna! Ma di questo non abbiamo dati ufficiali. Al contrario, dopo l’installazione delle Tribù, a seguito delle violenze e delle conquiste, gli Israeliti non godevano di buona fama. A tenergli duramente testa furono i Filistei, che non si sottomisero, e addirittura inflissero molte sconfitte in ambito bellico agli Israeliti.

Tuttavia, intorno all’anno 1000 anche i Filistei caddero. A tal proposito, nella Bibbia è narrata la storia di Davide (l’Israelita) che sconfigge Golia (il Filisteo). A seguito di questo epocale vittoria, le varie tribù vennero unificate in un unico stato, ossia il Regno d’Israele. Nonostante ciò, la situazione non durò molto, e meno di 100 anni dopo, alla morte di Re Salomone (nel 930 a.C. circa) il regno si divise in due zone separate: una a nord, il Regno di Israele, e l’altra a Sud, il Regno di Giuda. La scissione avvenne in quanto una buona parte della popolazione ritenne il nuovo Re, Roboamo, fosse un’incapace, o comunque non degno del compito.

I rapporti si incrinarono. La parte meridionale del regno venne invasa dagli Egizi, a settentrione arrivavano gli Assiri. In più, si iniziavano ad acuire delle lotte interne, non solo tra i due regni, ma anche tra le stesse tribù. In questo clima, si arriverà all’Esilio Babilonese. Prima di affrontare l’argomento, una curiosità: stando ai racconti Biblici, dopo l’invasione degli Assiri il Regno di Israele venne quasi completamente distrutto. Rimaneva solo il Regno di Giuda. Il termine “Giudei“, e con esso “Giudaismo“, derivano proprio da questo avvenimento storico. Quando i Babilonesi catturarono la popolazione, essi erano si Israeliti (discendenti di Giacobbe), ma vivevano nel regno di Giuda. Inoltre, fù proprio questa gente, a seguito di questo evento, a plasmare il culto religioso come oggi lo conosciamo. Ma torniamo all’esilio.

I Babilonesi sono considerati tutt’oggi come una popolazione molto all’avanguardia, sopratutto per l’epoca. Intorno al 600 a.C. iniziarono ad invadere il Regno di Giuda e ciò che rimaneva del Regno di Israele, catturando tutta la popolazione rimasta in vita. Tuttavia, intorno al 540 a.C, i Persiani invasero Babilonia. Dopo la conquista, venne dato il permesso ai Giudei di tornare nella loro terra. Non tutta la popolazione accettà, e molti rimasero in Babilonia. Questa fù, cronologicamente, la prima diaspora del popolo Ebraico. Un primo nucleo di persone si insediò altrove, separatamente, al di fuori della propria terra. Nel corso dei secoli, sarà uno scenario sempre più frequente.

Facciamo un resoconto: Prima della nascita di Cristo, l’avversione verso la popolazione Israelita era l’avversione comune del tempo, quella verso una popolazione di conquistatori e violenti. Insomma, una fama ben condivisa con tante, tantissime altre Tribù. Non esisteva ancora il pregiudizio o l’avversione religiosa. Tutto questo venne dopo. E non subito.