Alla radice dell’antisemitismo

A
Vignetta antisemita pubblicata in USA nel 1896
Vignetta antisemita U.S.A. pubblicata nel 1896

Come sappiamo, ogni anno, il 27 Gennaio, ricorre il Giorno della Memoria. In questa data, nel 1945, l’Armata Rossa entrò nel campo di concentramento di Auschwitz, all’epoca praticamente sconosciuto, e liberò i pochi superstiti. Da quel giorno, iniziarono a venire fuori i primi dettagli sui campi di concentramento e sul genocidio nazista, dati e informazioni sconosciuti ai più.

Questa giornata, riconosciuta in tutta Europa, serve per ricordare, rivivere e spiegare ai più giovani uno dei capitoli più tristi della storia moderna. Serve per comprendere, e per ricordare, dove può arrivare l’odio umano, e cosa può provocare. E, si spera, serve anche per impedire, in qualche modo, che certi eventi si ripetano. Nonostante i buoni intenti, attualmente nel mondo ci sono diversi conflitti armati attivi, che stanno causando milioni di morti.

Oltre al ricordo dei campi di concentramento, della dittatura nazista e della guerra, un evento fortemente ricordato è l’Olocausto. La Shoah. Lo sterminio sistematico della popolazione Ebraica, e la deportazione, da tutti i paesi, nei campi di concentramento della Germania nazista. Nei campi di concentramento non c’erano solo Ebrei, tuttavia questa fù la parte di popolazione più colpita. L’antisemitismo era molto in voga nell’Europa dell’800, ed il termine stesso venne coniato in Germania nel 1879.

Tuttavia, in molti cadono in un errore banale, affermando che l’antisemitismo, e più generalmente l’avversione verso l’Ebreo, sia un fenomeno piuttosto recente, diffusosi principalmente per idee economiche e/o nazionaliste. In realtà non è così, in quanto le radici dell’antisemitismo affondano in un terreno ben diverso.

Quest’anno, per il Giorno della Memoria, cerchiamo di rispondere alla domanda: Perché gli Ebrei sono odiati quasi dovunque? Da dove e da cosa nasce questo odio verso gli Ebrei? Insomma, andiamo a rispolverare un po’ di storia nascosta.

Prima di rispondere alle domande fatidiche, bisogna rispondere ad una domanda preliminare: Perché si odia qualcuno? Bhé, i motivi possono essere i più svariati, ed alcuni sono rimasti invariati per secoli. Invidia, avversione, diversità… sono tutti buoni motivi, per determinate persone, per odiare qualcuno. Questo sentimento può nascere per svariate cause, che spesso sono comuni, ad esempio il possesso di un bene (un animale domestico, uno strumento, un vestito ecc.). Questo può nascere sia come invidia di quel bene (“Lo vorrei avere anche io!“) sia come avversione (“Perché lui lo ha ed io no?“). I risvolti a questi sentimenti poi, dipendono da ognuno di noi.

Verso la popolazione Ebraica sono state mosse più forme di odio, più o meno contemporaneamente. Potremmo definirlo come una forma di razzismo storico, che va dalla Diaspora fino alla Shoah, per arrivare ai giorni nostri. Questo insieme di odio contiene più aspetti: c’è chi lo indirizza verso l’aspetto religioso, chi verso quello economico, chi verso quello puramente razziale. Ma come hanno fatto ad incontrarsi tutte queste forme di odio? Qui l’artefice, per circa 2000 anni, è pricipalmente uno: Il Cristianesimo. I cugini più diretti, insomma.

Ma facciamo un passo alla volta.

Prima di iniziare questo lungo cammino (l’articolo è diviso in più pagine, tutte abbastanza sostanziose), vi invito a leggere il tutto come un riassunto a grandi linee. Starei ore e ore a descrivere situazioni avvenute qua e la nella storia, ma per quello che concerne l’argomento, e per non risultare troppo noioso, ho deciso di riassumere senza scendere troppo nei dettagli.