Un incontro poco gradito

Un po' da stupirsi viene
Un po’ da stupirsi viene

La vignetta di oggi (20 Gennaio 2014) del Manifesto mi è piaciuta particolarmente. Per più motivi.

Innanzitutto, il vignettista. Ogni giorno è un piacere andare a vedere le nuove trovate che s’inventa, ed è un motivo in più per andare a visitare il sito del quotidiano. Non delude mai le aspettative, ed oggi si è superato. Riesce ad esprimere bene un concetto chiaro, mettendo insieme 3 figure che non centrano assolutamente nulla tra di loro. L’esclamazione è più che appropriata.

Si parla del discutibile incontro tra Renzi e Berlusconi, due figure che, almeno sulla carta, non hanno nulla da spartirsi. Era comunque da tempo che il nomignolo “Renzusconi” girava, ed in effetti il nuovo segretario del PD non ha deluso le aspettative. Mi chiedo se era quello che volevano i suoi quasi 3 milioni di elettori. Ma sopratutto, mi chiedo semplicemente: Perché??

Potremmo star qui a discutere per ore, giorni, mesi e così via, del perché. Forza di maggioranza, modifiche sostanziali, alleanze ecc. Tuttavia, il motivo principale di questo incontro lo identifico altrove. Non tanto nei presunti progressi da regalare al popolo, ma tra i vari interessi atti a tutelare quei rapporti che durano da fin troppo tempo. Una sorta di tutela, che comprenda tutti. Una garanzia a far rimanere intatto “il giro”. Ed in fondo, non trapela altro dalle prime dichiarazioni rilasciate dal segretario PD.

Molti mi dicono “Berlusconi và lasciato stare dov’è“, ed in parte lo trovo assolutamente giusto. Tuttavia, parliamo di una persona che, anche senza carica ufficiale, influisce molto (moltissimo) sulla vita del paese. Non lo si può ignorare. Almeno finché è in vita.

D’altra parte però, rappresenta il massimo nemico/avversario del centro-sinistra. Un personaggio che per tanti anni ha imposto il suo modus operandi, senza se e senza ma. E la sua influenza si vede anche in questo, nel fatto di considerarlo e invitarlo per discutere sulle riforme da fare. Per trovare una soluzione che vada bene a tutti. Per non dargli fastidio. Ed invitarlo per discutere, beh, è uno schiaffo a tutta la storia del centro-sinistra. E’ la dimostrazione lampante che la sinistra non è più in grado di vincere da sola, o comunque seguendo le sue idee. Non è cooperazione questa, è incapacità. Assoggettazione. Sottomissione.

Il tutto ad un solo fine: finché la barca và, lasciala andare.

Questo denota una cosa semplice, ovvia ormai da diversi anni. In Italia non esiste più la classe politica. Esiste solo una classe “lavoratrice” stipendiata, senza colore, senza bandiera, senza idee. Assoggettata all’economia ed al mercato, alla legge del denaro. “Bla Bla Bla” direte, soliti discorsi triti e ritriti… è vero.

L’altra figura che non centra nulla, è quella di Ernesto Guevara, comunemente detto “Il Ché“. Ha fatto discutere, come curiosità, la notizia che l’incontro si sarebbe tenuto sotto una foto di Castro e Guevara  che giocavano a golf. Ecco, Il Ché è forse la figura che meno è adatta al PD. Il suo concetto di rivoluzione, sovversione, movimento, sono tutte caratteristiche assolutamente mancanti al PD. Dinamismo? Nah, meglio la poltrona. Con il benestare di Silvio.

E poi, una foto del Che nella sede di un partito asservito, è veramente senza significato. Cosa si vuole richiamare? I bei tempi passati? Beh, il PD non è il PC. Essere di sinistra non vuol dire essere comunisti. Si può idolatrare di tutto, qualunque cosa. Si può apprezzare un personaggio storico, chiunque esso sia. Ok, sono daccordo. Ma come ho detto sopra, la foto è snaturalizzata. Perde ogni significato ed ogni concetto logico. Proprio perché le figure raffigurate, hanno combattuto proprio la logica che oggi si sta affermando incontrastata. Un po’ come mettere la foto di Bergoglio nelle stanze di un bordello.

Non ha più senso avere più partiti. Sopratutto con le idee che stano trapelando. Non ha più senso credere nel PD.