Licenze, diritti, principi e distrorsioni

Ho comprato un nuovo pc. Dopo ben 7 anni di onorato servizio, il mio “vecchio” compagno di giochi è passato a miglior vita, e la sua oramai datata scheda madre ha espirato poco prima dell’estate. Dopo una lunga ricerca, ho trovato quello che mi serviva, unico rammarico il fatto di non potermelo essere assemblato da solo, causa il poco tempo libero a disposizione.

Sebbene le componenti del mio nuovo acquisto siano quasi tutte in linea con quello che volevo, il difetto più grande era uno solo: Windows 8 preinstallato. E’ difficile vantare un s.o. di questo tipo, a meno che non siate utenti “standard” che concepiscono il pc come mezzo per navigare in internet. La maggior parte degli utenti “avanzati” non utilizzerebbe mai questo s.o., ne tanto meno la sua fantomatica veste grafica. E poi, Win 8 preinstallato su un PC vuol dire anche tante altre cose, come il boot sicuro, lo UEFI. Una serie di scazzi in più che rallentano, e danno fastidio.

Essendo che non ho inizializzato neppure il sistema per la prima volta, mi ricordo di un vecchio post letto da qualche parte in rete, ossia che è possibile richiedere il rimborso per la licenza, se si certifica di non usare Windows. Il mio primo pensiero è stato: “Con i soldi che mi stornano, mi ci compro un paio di casse!” E quindi vai con una bella googlata.

Ma, a mio malgrado, mi sono imbattuto in un post molto “imbarazzante”. Trovo un post, “rimborso licenza win8“, niente poco di meno che su Ubuntu Forum. Sebbene non utilizzo più quel s.o. per tanti motivi, una comunità linux dovrebbe essere informata e cosciente del discorso. Ma purtroppo mi rendo conto che non è assolutamente così …

Avete presente la storia che più passa il tempo è più le cose perdono di importanza? Beh, è vera, almeno in parte. Abbiamo visto come, con il passare degli anni, discussioni una volta vitali diventare semplicemente noiosi ricordi, quasi patetici. I principi di una volta si sono persi. Non tutti, ma una buona parte si.

Per rimanere nell’ambiente informatico, anche nel campo Linux ci si sta assopendo. Probabilmente, non si conosce a fondo come sono andate le cose, dato che si arriva anche a pensare che Microsoft, con il suo bel Windows, non sfrutti una posizione di dominio sugli altri. Il succo del discorso è che un utente in particolare si è convinto che questo accanimento contro la M$ sia inutile, ingiustificato, e che si possono trovare tanti bei pc con Linux preinstallato. Ah, e sopratutto, che richiedere una richiesta di rimborso è più un capriccio che un principio.

Innanzitutto, c’è da chiarire il rimborso. Sebbene si possa pensare che sia un capriccio, del tipo “lo ho comprato ma non lo voglio pagare perché non lo uso“, in realtà non è assolutamente così. In realtà si tratta di un non devo. La vendita hardware non è legata in nessun modo al software abbinato. Certo, nell’hardware ci piazzano varie versioni di Windows (e il perché lo andremo a vedere tra poco), ma tu, utente finale, non sei obbligato ad accettare i termini di licenza (quegli sconosciuti che nessuno legge), e quindi puoi rifiutarti di usare la licenza abbinata alla macchina che hai acquistato. E’ come quando scarichi un software e, durante l’installazione, ti chiede di installare questo o quel programma. Non sei obbligato, puoi dire di no, e devi dire di no se quel programma non ti serve.

Nel contratto EULA di Microsoft sta specificatamente scritto (in modo diverso per ogni versione di Win), che se tu non accetti i termini di licenza, e certifichi (tramite una serie di verifiche) di non aver mai attivato la copia, ti basta mandare una raccomandata A/R per ottenere il rimborso. Niente di più, niente di meno. La tua licenza verrà spostata ad un altro hardware.

Il fatto che il software sia già istallato, è una tattica di mercato. Qui ci sono due enormi incorrettezze da parte di Microsoft, ossia la posizione di dominio (dato che può pagare un produttore per far installare i suoi s.o. sul suo hardware) e l’inganno all’utente finale (che pensa che c’è windows e che quindi è obbligato ad utilizzarlo). Senza poi contare i vari software pre installati, in versioni trial e demo, che poi richiedono ulteriori ed esosi acquisti. Su Windows girano molti soldi, ed è per questo che viene “preferito” anche con s.o. preinstallato. Symantec ci può installare il suo antivirus (a pagamento dopo un tot), suite per DVD e vari codec (ne abbiamo visti tanti negli anni, tutti in trial), e programmi di vario genere. Esiste un business intorno a tutto questo.

Ubuntu è un esempio al contrario. Da quando ha “cambiato strada” si comporta un po’ come Microsoft. Lo puoi trovare preinstallato, con dei software a pagamento inclusi. Oltre al fatto che per finanziarsi è diventato uno spyware, ma questo è un altro discorso. Anche la Canonical, investendo un capitale, puoi comportarsi come Microsoft. Chiunque può farlo, volendo o potendo, ma la M$ resterà sempre li, sopra tutti.

Alla luce anche delle ultime rivelazioni del datagate, la Microsoft è finanziata dal governo U.S.A., un po’ come la Cisco, per fornire informazioni sugli utenti. Sembra uno scenario complottistico-Orwelliano, ma non è così. Il controllo tramite IE è una realtà da tempo, e non devi usare per forza software M$, ti basta usare un loro sistema. Questo è il motivo per cui la Microsoft ha tanto capitale da investire in preinstallazioni, ed è anche il motivo per il quale la maggior parte dei vendor preferirà sempre la Microsoft. Offre royalties più alte, direttamente dalle tasche dei contribuenti.

Gli hardware venduti con Linux preinstallato sono pochi, spesso vecchiotti e non sempre al passo con le ultime novità hardware. Addirittura, si è sviluppato un mercato parallelo, anche in Italia, di piccole società che vendono nuovi pc di ogni tipo, permettendoti di scegliere quale distro Linux farti trovare. A prezzi però decisamente più alti del costo della macchina con Windows!! Un paradosso, che comunque vende. Paradossalmente, Linux può essere installato ovunque aggratis, pertanto le incompatibilità hardware (sopratutto oggi rispetto a ieri) sono diminuite vertiginosamente. Il kernel è sempre più compatibile con i nuovi hardware, nonostante la tenacia con cui alcuni produttori cerchino di impedirlo.
E poi, c’è anche da spiegare che un produttore/rivenditore di hardware è paragonabile ad un cartellone pubblicitario. Chi più paga, più cartelloni si prende. L’unico vero motivo per cui Windows è ovunque mentre Linux (indipendentemente dalla distro) sia relegato ad un mercato inferiore, è meramente economico. Microsoft paga molto di più, e riesce ad essere ovunque.

Mi permetto anche di aggiungere che i s.o. preinstallati non servono per testare gli hardware, dato che questi sono già testati e controllati prima dell’assemblaggio. Il s.o. rileva l’hardware sottostante, lo interpreta e lo rende all’utente, e questo lo può fare ogni s.o., anche con driver open.

Chiarito questo concetto, ora torniamo alla realtà quotidiana. E’ vero, la maggior parte degli utenti non sa neppure cosa sia Linux. Ne tanto meno lo vuole sapere. Viaggia con la convinzione che se c’è Windows è perché questo è migliore (come la convinzione sugli oggetti della Apple), e che Office sia buono, ma Open/Libre Office sia una cagata. Luoghi comuni, come quelli espressi nel post su Ubuntu Forum.

Anche questa è una truffa, il fatto che ormai l’utente medio pensi “PC = Windows“, e che tutto il resto sia imitazione. La Microsoft in questo ha perpetuato la sua egemonia culturale, dagli inizi degli anni ’90 ad oggi. Ed ora siamo arrivati al punto che un utente, senza Windows si sente smarrito.

Quale sarebbe allora una buona soluzione? Credo che sia talmente semplice da sembrare impossibile, ossia far decidere all’utente finale il s.o. da installare. Il produttore hardware ed il produttore software potrebbero sempre stipulare contratti, quindi la Microsoft potrebbe sempre vendere un tot. di licenze all’hardware ad es. della HP, senza però preinstallare nulla. La macchina verrebbe venduta “vergine“, semplicemente con i componenti hardware ed un hard disk vuoto. Ed, all’acquisto, una persona può decidere di farsi installare Windows e pagarlo, oppure di ritirarsi la macchina senza costi aggiuntivi, e di fare tutto a casa.

Il sistema preinstallato viene usato come un trampolino di lancio per spillare ulteriori soldi all’acquirente, un sistema chiaro e datato del capitalismo senza regole e senza freni, che nonostante tutto viene ancora ignorato dai più.

In conclusione, quindi, non dovete pagare una cosa che non volete. Anche perché non siete obbligati ad usarla, in nessun modo. Acquistate l’hardware che più vi aggrada, togliete quella porcheria di Windows 8 e chiedete un rimborso per una licenza che voi non state utilizzando, indipendentemente dalla cifra che vi rimborseranno. Non è solo una questione di principio, è anche una questione di correttezza.