L’eterno male della pornografia

Stiamo calmi!

Ci risiamo. Ogni tot di tempo, deve venire fuori qualche luogo comune che è rimasto assopito per diverso tempo. In questo periodo, stanno tornando alla carica i classici stereotipi. Anche se ci sarebbe molto di cui parlare, i luoghi comuni sono sempre i preferiti.

Vengono pubblicati nuovi fantomatici studi sul danno irreversibile che causerebbe la marijuana al cervello umano, viene ripetuto (anche dal Papa) il no alla liberalizzazione delle droghe, si discute con finto buonismo sulle case chiuse e se sia giusto riaprirle, e della troppa violenza presente nei videogame. Ultimo ma non per importanza, il porno in rete.

Questa volta è l’Inghilterra che non ci sta. Cameron annuncia, tuonante, che entro la fine dell’anno (2013) tutti i provider dovranno utilizzare dei filtri per impedire la visualizzazione di materiale pornografico in rete. La giusta causa sarebbe la protezione dei minori.

In gergo “tecnico”, si tratta di una sorta di proxy che di default filtra le richieste, bloccando quelle ritenute osè. Non è una cosa impossibile, ed anche se molti complottisti della prima ora hanno gridato ad un test per il controllo globale della rete… bisognerebbe dir loro che è un metodo vecchio quanto internet stesso, e che è già in uso anche in Italia.

Ma torniamo a noi. Innanzitutto, come si pretende di tutelare qualcuno privandolo di una conoscenza? E poi, un blocco della pornografia è come un pugno nell’acqua: serie tv, pubblicità, cartoni e quant’altro usano espliciti riferimenti al sesso ed alla sessualità, con cui tutti vengono bombardati. Non ditemi che una tredicenne che vede Desperate Housewifes non sa farsi 2+2. Ma sopratutto, perché ‘sta pornografia è un male così abnorme, quasi da considerarsi un reato?

Partiamo da zero. L’atto sessuale in se non è un reato. Non è un male. Non è una piaga sociale. Gli si attribuisce fin troppa importanza per altri motivi, come gli affetti personali, o il pudore. C’è chi tenta di criminalizzare l’atto sessuale, specialmente se “commesso” tra persone dello stesso sesso. Ma è una congettura mentale, dettata appunto dagli stereotipi che dicevo sopra.  Tutt’al più, si dovrebbe puntare un po’ il dito contro l’estremo liberismo che vige oggi, ma anche questo non è dettato dall’atto sessuale, bensì dal contesto in cui viviamo.

Nelle società arcaiche, ancora oggi, vige il concetto di “conservazione sessuale”. Si passò da un modo di vivere molto libertino ai modi più conservatori dei primi religiosi (che decisero di avere una vita sessuale solo con la propria compagna o il proprio compagno), fino ad arrivare a degli estrmismi più moderni di quel che si creda, come il sesso solo per procreare. L’avere molte donne o molti uomini, il farci sesso regolarmente o occasionalmente, l’avere prole con più compagni… tutte queste cose iniziarono ad essere considerate come cattive abitudini. Anche il solo vedere un uomo o una donna nudi era considerato un peccato grave, basti ricordarsi la storia di Can che vide suo padre (Noè) nudo, e ne ricevette una maledizione verso il figlio (Caanan). Si passò dall’estrema libertà ad una prima moderazione.

Probabilmente, il nostro retaggio culturale si basa ancora su questo, anche se viviamo in un mondo decisamente più aperto e tollerante. Dopo una prima analisi, potremmo dire che la pornografia (e non solo questa) è considerata un male per via del retaggio storico/culturale che abbiamo. Con l’aumentare del potere clericale sulle popolazioni, si imposero usanze assurdamente castigate, che con l’arrivo degli anni ’60/70 del vecchio secolo iniziarono nuovamente a crollare. Nuovi stili di vita, nuove possibilità, e, come detto prima, nuove libertà.

Ecco, le libertà. L’attrazione sessuale non è una libertà, ma è una costante della vita degli uomini e delle donne. C’è un campo che varia da chi ha una forte attitudine sessuale e chi non ha assolutamente nessun bisogno. Il desiderio non è l’atto. Tra il vedere e il toccare c’è una differenza sostanziale. Ed ecco, il desiderio non può essere controllato da un esterno, ma solo da chi lo possiede. Immaginate un ragazzo o una ragazza di fronte ad un monitor, che cercano dei contenuti di loro piacimento per porre fine al loro desiderio. Secondo voi, una schermata con scritto “Accesso negato” o “Contenuto bloccato” basterà a placare i loro animi?

Il più astuto potrebbe ribattere dicendo che un ragazzo o una ragazza certe cose non le sa. Beh, forse non le sapevano i ragazzi degli anni passati (ed anche questo è un falso storico), ma oggi non sapere certe cose è veramente difficile. E paradossalmente, mentre negli anni passati le prime fonti di informazione sugli argomenti caldi erano i compagni di banco o gli amici, oggi la principale fonte “di informazione” non è internet, ne tantomeno la pornografia. La principale fonte di informazioni sul sesso e sulla sessualità, oggi, è la nostra stessa società.

Sopra ho fatto l’esempio di una serie tv come Desperate Housewifes, ma è una tra le tante. Il tema del sesso è ampliamente trattato da moltissimo materiale che gira nelle tv, pubbliche e private. Qualche sera fa, cercando qualche documentario per prendere sonno, sono incappato in un canale gratuito (ed accessibile da tutti) sul digitale terrestre, e ci sono rimasto strano quando ho capito che la trasmissione parlava di “lunghezze”. In totale, in un piccolo salottino, 5 donne ed 1 uomo a parlare di quanto fosse importante la lunghezza del pene del proprio partner. Tutte a dire “non è importante” o “è secondario”, e poi l’uomo a ripetere, ridendo, che erano tutte bugiarde…

A parte questo exploit di discussione esplicità, rappresentato anche da altri programmi che parlano esplicitamente di sesso e di posizioni, il resto è velato. Allusioni, frecciatine, battutine rapide. Sopratutto nelle serie tv, dove l’argomento del sesso viene radicalmente scomposto. Si fa passare per buono il concetto di “voglio-faccio”, senza toccare nient’altro. Ovviamente, queste serie tv devono “rilassare”, non farti ragionare.

Potremmo dire che c’è una sorta di istigazione al desiderio. In un cartellone pubblicitario, non vedi due capezzoli, ma due palle di carne vicine all’implosione. Non vedi un uomo comune, ma un giovane con dei muscoli talmente definiti che nemmeno il marmo di Canova rende così bene. E li, indipendetemente dalla tua natura, il desiderio si manifesta. Questo non vuol dire vivere con il desiderio, ma rispondere ad un messaggio. E’ una reazione del corpo umano. Il desiderio non si può controllare, o, per meglio dire, si può gestire, ma da che mondo è mondo, un paio di tette messo in bella vista, come un giovanotto possente, attivano l’impulso del nostro corpo.

Abbiamo già risposto a due domande, ma manca ancora quella essenziale, la domanda principale: come si può pensare di tutelare qualcuno nascondendogli una realtà, che per altro, come abbiamo visto, apprende da ogni angolo?

Semplicemente, non è possibile. Non si viene tutelati affatto così, anzi, la proibizione porterà alla ricerca del “bene proibito“, che verrà acquisito sotto altre forme. Non ci riesci su internet dal tuo pc? Vabbè, fatti inviare un video da un tuo amico. Comprati una rivista. Noleggiati una cassetta o un dvd. Anzi, ti basta farti un giro tra i canali televisivi ad una certa ora, a dire il vero.

E, sopratutto, non è possibile tutelare nessuno in questo modo, dato che, come abbiamo visto, i messaggi sessuali arrivano da ogni dove. Certo, non vedremo mai (forse) dei cartelloni troppo espliciti in giro per strada. Ma il cartellone deve attirare la tua attenzione, e lo fa sfruttanto un meccanismo dell’essere umano. Internet invece, non ti deve attirare. Tu sai che li puoi trovare il desiderio e puoi dargli sfogo, senza troppi problemi.

Il problema nasce dal fatto che c’è una sovrapproduzione di desiderio, che poi non trova l’effettivo sfogo voluto. E’ ovvio che stare davanti al pc non è assolutamente come stare con una persona! Ma è altrettanto ovvio che non è possibile far sesso con qualcuno ogni qual volta si vuole. Per questo motivo, sia per lui sia per lei, esiste la pornografia. E, senza di essa, gli sfoghi si troverebbero comunque. I ragazzi di oggi mica sono scemi!

La pornografia rappresenta il desiderio e l’atto cristallizzato in una serie di immagini. E’ una fantasia, come il cartellone o la serie tv, che a differenza dei suoi simili mostra tutto, anziché limitarsi a lanciare la prima pietra.

Invece di parlare sempre di censura, di contrasto, di proibizione, bisognerebbe affrontare il tema per quello che è realmente. Nessun uomo non ha mai visto un video porno. C’è chi lo fa ogni tanto, chi spesso, chi troppo spesso, e chi quasi mai. Ad ognuno la sua! E la pornografia, addirittura, potrebbe essere veicolo di messaggi importanti, come l’uso del preservativo o dei contraccettivi. Cose che i tuoi amici ben pensanti non si sognerebbero mai di spiegarti!

Come la storia ci insegna, censurare non serve a nulla. La pornografia non è un male come si vuol fare credere. Il male risiede nei comportamenti sbagliati, che spesso vanno di pari passo con l’atto sessuale, sopratutto oggi come oggi. Ma questo non è scaturito dalla pornografia. Tutt’al più dal marciume sociale che abbiamo intorno, e che ci viene proposto giorno dopo giorno, ovunque.

Come detto sopra, siamo bombardati di immagini sessuali, e dovremmo essere educati a gestire il nostro desiderio nel modo migliore possibile. Che, a differenza di quello che si crede, non è zoccoliare a destra e a manca. 🙂