La Francia ed il diritto al matrimonio, per tutti

Sembra che la Francia stia per fare un passo avanti. Un grande passo avanti! Che ovviamente, come tutte le grandi scelte ed i grandi cambiamenti, suscita si gioia ed emozione, ma anche rabbia ed odio da parte di chi, le cose, non le vuole cambiare. Anzi, migliorare. La Francia, i nostri “amati” cugini d’oltre Alpi, fù uno dei paesi più cattolici e più feroci nella lotta all’eretismo. Fu un paese chiuso, ignorante, divorato dal pregiudizio e dall’odio, immotivato, per chi non professava la stessa fede. Ce lo ricorda bene Voltaire, nel libro Sulla Tolleranza. Fa piacere vedere che queste cose cambiano. Che si migliorano, che si evolvono. Che si adattano ai tempi moderni, insomma.

La Francia sarebbe in procinto di approvare una legge che garantisce, a tutti, il diritto al matrimonio. Anche a persone dello stesso sesso. Insomma, il presidente Hollande ha veramente tenuto fede alle promesse, raggruppando circa 250 voti favorevoli all’approvazione della legge, che consentirebbe anche a persone dello stesso sesso di sposarsi e di adottare bambini.

Ovviamente, non mancano le polemiche tra i Francesi. Non tanto per l’idea di far sposare due uomini o due donne, ma sopratutto per l’idea di fargli adottare dei bambini. Il punto critico della discussione sta proprio qui, mentre sul fatto del matrimonio una buona parte dei Francesi sembra concordare o comunque essere indifferente.

Ma attenzione! Perché ovviamente le critiche più dure alla Francia arrivano dall’Italia, e dai suoi simpaticissimi esponenti religiosi! E per di più, non si parla di discorso argomentato sul tema dell’adozione! Niente affatto, si parla di quanto sia sbagliato far sposare due uomini o due donne. Sempre un passo indietro.

La chiesa cattolica è un vecchio lupo che non perde il vizio. Sta li, con il ditino sempre pronto ad indicare qualcuno per colpevolizzarlo di qualcosa. L’argomento del giorno è la Francia, ed il suo abominevole matrimonio omosessuale. Il cardinale Bagnasco parla addirittura dell’inizio del baratro! Sperando che l’Italia non prenda esempio da ciò che accade poco distante.

Questo vizio che ha sempre avuto la chiesa cattolica (rendendola, a mio avviso, uno dei peggiori regimi religiosi di sempre) è proprio quello di dover dire agli altri come bisogna comportarsi. Non stiamo parlando di un anziano che ci insegna a fare una cosa, ma di gente arrogante e presuntuosa che pretende di dirci cosa sia giusto o sbagliato. Secondo la loro interpretazione delle cose. Puntando il dito contro ogni cosa che non sia come loro la pensano o identificano.

Ed ecco che i religiosi diventano scienziati. La tanto odiata scienza diventa un’alleata (quando serve), e sono tutti pronti a giurare su Dio che la natura vuole che una famiglia sia composta da un uomo e una donna. E pertanto, si possono sposare solo uomini con donne e viceversa. Insomma, la chiesa cattolica non ha a cuore il diritto all’amore, la libertà/possibilità di donare la propria vita a qualcun’altro, di condividerla con un’altra persona, sentimento che professa all’infinito, ma qualcos’altro. Che mi sfugge. Forse non vogliono che “i diversi” vengano associati con loro. Forse gli da fastidio proprio vedere due persone dello stesso sesso che stanno insieme. Ma, a tutti i costi, non vogliono condividere con loro la gioia del matrimonio!

Io, personalmente, non sono una persona religiosa. Tantomeno cattolica. Pertanto, le dichiarazioni di queste persone mi tangono poco. Mi fanno solo pensare a quanto possano essere tristi certe cose. Oggi l’omosessualità non è certo un tabù (o forse lo è per gli idioti), e non ci deve essere nulla di male nel capire e comprendere che delle persone possono amare cose che a noi non piacciono.

Certo, da bravo Calabrese, la prima volta che vidi due miei amici baciarsi mi lasciò un po’ stranito. Era strano vederli comportarsi come coppia, uscire insieme, stare in casa insieme. Però, attenzione: comportarsi come una coppia. Una volta che ho capito questo, tutto è diventato normale.

Facendo riferimento ad un mio caro amico, che oramai ho perso, e che forse mai leggerà queste righe, ripenso a tutti i discorsi fatti insieme, sulla sua condizione da omosessuale. Importanti erano le parole che noi gli dicevamo, ed importante era l’ascolto che lui ci prestava, per capire se era lui in torto o se erano gli altri in torto. Purtroppo però, le nostre parole non sono state opprimenti come quelle della sua gente, della sua famiglia, della chiesa che ha iniziato a frequentare per smettere di essere omosessuale. Ed ora, anche lui, cerca di autoconvincersi che l’omosessualità sia un errore della sua gioventù. Solo per il potente lavaggio del cervello che su di lui applicano un po’ tutti, quasi nell’intento di debellare un nemico.

Ah, tristezza…