Ubuntu 13.04 sarà sviluppato in privato

Ubuntu 13.04
Il nome in codice del prossimo Ubuntu

Si sta discutendo molto, ultimamente, di Canonical e di Ubuntu. Tra decisioni che non piacciono agli utenti e decisioni che non piacciono agli sviluppatori, Shuttleworth non demorde e continua dritto per la sua strada.

Con un comunicato di qualche giorno fa, diventa finalmente chiaro il perché fosse apparso un form per le donazioni nella pagina del download di Ubuntu 12.10. Potremmo dire che siamo stati noi stupidi a non pensarci in effetti 🙂

Dopo il rilascio di Ubuntu 12.10, lo sviluppo di Ubuntu 13.04 sarà affidato solo ad un gruppo di sviluppatori (probabilmente divise per aree di sviluppo, come lasciava intendere il form nella pagina dei download), che progetteranno in segreto la nuova versione della più nota distro linux dei giorni nostri.

Secondo Mark Shuttleworth, questa scelta porterà ad un miglioramento del sistema operativo, in quanto verrebbero apportate diverse modifiche e migliorie. Di quali modifiche e migliorie si stia parlando però non ci è dato sapere. Non sono stati dati altri dettagli al riguardo, ed ancora non si sa nulla.

Intanto, la release 12.10 viene testata da chissà quanti utenti in tutto il globo, e non mancano purtroppo le tanto attese delusioni sul sistema operativo. Oltre ai vari servizi a pagamento come Ubuntu Music Store, vediamo comparire anche collegamenti ad Amazon. Nelle ricerche dalla dash vengono visualizzati anche degli articoli da acquistare (sempre su Amazon). A livello tecnico, il sistema si presenta più pesante, la .iso supera abbondantemente i 750MB, e il DE Unity 6.6 è addirittura peggiorato rispetto alla versione 6.4 nei test di efficenza/prestazioni.

Canonical però pensa in grande. Forse approderà sugli smartphone, sui tablet, insomma, probabilmente ha in serbo qualcosa per il futuro, e per tanto ritiene che non bisogna stare a sentire l’utenza e gli sviluppatori di Ubuntu, ma che sia meglio metterli da parte per concentrarsi sugli obiettivi che si è preposta. Sviluppando in privato.

Ad ogni modo non sono solo gli utenti ad arrabbiarsi, anche gli sviluppatori di Ubuntu Tweak hanno avuto qualcosa da dire, e per protestare contro le scelte prese da Canonical hanno deciso di smettere di sviluppare il noto software di personalizzazione, aggiungendo in un post: “If making free software is not free any more, why still doing this?“.

E come darli torto.