Eva, un programma da reinventare

Eva Riccobono
La conduttrice di Eva, Eva!

I programmi che parlano di scienza, i programmi di cultura, i programmi che spiegano cose complicate alle persone semplici, sono il mio forte. Mi ci butto, passo pomeriggi e nottate, e lo faccio ben volentieri se l’argomento è di mio interesse.

Ogni argomento trattato, approfondito a dovere, spiegato in modo neutrale e sopratutto derivato da studi attendibili, è una manna dal cielo. Come si fa’ a rifiutare una carrellata di queste cose? È un ottimo modo per passare un pomeriggio, o un lunedì sera.

Questo non vuol dire che questo tipo di servizi vengano trasmessi dalla televisione, ne tanto meno che prendo per oro colato tutto quello che mi viene detto. Oggigiorno, la televisione è uno dei mezzi principali per disinformare la popolazione, e lo riesce a fare molto bene. L’ennesimo esempio è il nuovo programma di Rai 2, Eva. Ci troviamo di fronte al solito paradosso italiano, ossia un prodotto scadente presentato da una bella ragazza.

Spesso, purtroppo, l’alimentazione dei miti deriva proprio da queste cose.

Purtroppo, Rai 2 presenta un prodotto interessante ma allo stesso tempo di basso livello. Il solito show dove vengono semplicemente presentati dei video documenti acquistati presso altri emittenti televisivi. Certo, non mancheranno le sorprese o comunque gli argomenti degni di nota (spero), ma non sarà nulla di nuovo. Non sarà nulla di originale. È un programma che non ha una sua testa, presenta e rigira solo quello che dicono e mostrano gli altri. Insomma, è destinato a finire. Dimenticato dai più.

Il principale problema di questi programmi televisivi, è che non solo spendono soldi per acquistare dei servizi già fatti, ma non li controllano nemmeno. Ne prima di acquistarli, ne prima di metterli in onda. Questo favorisce la diffusione di pessimi servizi, realizzati magari in modo carino, ma poco validi. Atti a confondere le persone, a trasmettere informazioni (volutamente) inesatte, e a favorire la disinformazione ai più.

Parliamoci chiaramente, le reti nazionali sono un’ottima risorsa per noi che non possediamo una TV a pagamento. E possedere una TV a pagamento, satellitare e non, non è sinonimo di miglior servizio. Anzi, basta stare un po’ più attenti per notare che i documentari che ci vengono proposti sono sempre gli stessi. Questi servizi, sempre uguali, nei quali viene modificata solo la voce del presentatore, diffondono tutti lo stesso messaggio. Raramente, nei documentari classici, viene diffuso un messaggio che va contro le teorie da sempre spinte.

È questo il fattore principale che rende Eva (il programma) sciatto e poco interessante. E allo stesso modo tanti altri documentari.

L’ho capito ieri sera, guardando l’ennesimo servizio che spiega, senza fornire nulla, come la Marijuana faccia male al cervello! L’ennesimo servizio, della durata di una decina di minuti, dove si ripetono i soliti luoghi comuni senza nemmeno provare a fornire un’argomentazione seria. Dove si presenta un dottore che, intervistato, non fa altro che mettere in mostra la sua ignoranza in materia. E dove si conclude un servizio asserendo che “… è dunque evidente che fumare marijuana sotto i 20 anni crea danni permanenti al cervello“. Da cosa sia evidente, però, nessuno lo sa.

Il discorso della Marijuana è secondario. Questo stesso sotterfugio viene utilizzato per argomenti molto più importanti. Argomenti che vanno ben oltre un semplice piacere personale. Il vero problema sta nel fatto che, con questo semplice metodo, riescono ad imboccare ad un pubblico tante cose inesatte. Quelle comunemente dette stronzate. In Italia accade un po’ per tutto, si strumentalizzano i discorsi e poi non ci si torna più sopra.

Quindi, ricapitolando: loro risparmiano e ci prendono per il culo, perché non gli interessa veramente offrire un buon servizio, ma semplicemente abbattere un po’ i costi. Che magari, in tempo di crisi, appare pure giusto.