The Avengers: quando il film è il solito cliché

Nonostante il successo che sta riscuotendo, e nonostante i buoni voti e le critiche positive che si sta portando a casa, The Avengers, il “nuovo” film di casa Marvel, propone allo spettatore le solite tecniche di riciclaggio di chi non ha più idee. Per l’ennesima volta, il mercato cinematografico hollywoodiano sforna un titolo degno di un cassonetto dell’indifferenziata (ma anche dei rifiuti organici se preferite), che nonostante tutto va alla grande. Non ho mai capito come sia possibile una cosa del genere, ma tant’è…

È vero, non c’è da stupirsi. È sempre stato così. Tutti si lamentano dei cinepanettoni all’Italiana, ma poi alla fine lo si va a vedere e ci si rimane pure un po’ contenti. Allegri. Insomma, ci ha fatto ridere, cosa che non avremmo mai pensato o ritenuto possibile. Questa cosa, per fortuna, non mi è ancora capitata. Sebbene abbia avuto la possibilità di vedere diverse “Vacanze di Natale“, non ho mai cambiato idea su di loro. Stessa cosa mi capita di fare per tutti gli altri film che guardo, di qualunque genere. Sono poche le cose che rendono un film interessante, e uno scenario ripetuto all’infinito, sempre con gli stessi attori, non aiuta di certo.

Questo è quello che capita nei cinepanettoni. Sempre le stesse “situazioni all’italiana”, sempre gli stessi attori, ogni anno una città diversa. Ma, se ci si fà attenzione, questa tecnica la si utilizza in tutti i generi. E The Avengers è l’esempio perfetto.

Ci risiamo, il mondo è in pericolo. Questa volta dal fratello cattivo di Thor, ossia Loki. A quanto pare si è incazzato come una bestia quando ha scoperto che suo padre non era suo padre biologico. Si è afflitto a tal punto da desiderare la sottomissione del mondo ai suoi piedi! E quindi, ci proverà in tutti modi. Per giungere sulla terra, sfrutta l’infinita energia pulita prodotta da un cubo celeste di cui non ricordo il nome, che, riscaldandosi molto, crea un collegamento tra la terra e l’infinito. Per sconfiggerlo, verranno chiamati a raccolta Captain America, Hulk, Iron Man e ovviamente Thor. Senza troppi sforzi, senza troppe battaglie, e con molta calma, il gruppetto riprenderà il controllo di Occhi di Falco, precedentemente schieratosi contro la sua volontà con il cattivo di turno per via di un sotterfugio, ed alla fine Loki verrà sconfitto. Anzi, arrestato. E tornerà con Thor nel suo mondo. E si porteranno pure dietro quel cubo celeste che produce energia pulita.

Il tutto è ovviamente condito da fortissimi riferimenti esterni. Quando si dice l’americanata. Classico del cinema spicciolo. Addirittura, in questo film viene introdotta l’energia pulita, che deve essere diffusa grazie a quel cubo. Molti buoni propositi, detti però in contesti che sono l’esatto contrario.

Inutile stare a girare sui soliti discorsi. Un film non si apprezza in base alla quantità di effetti speciali che propone, per quanto spettacolari possano essere. Si apprezza in base al suo contenuto. In base al profilo che il regista da ad ogni attore. In base a tutti quei discorsi che in The Avengers, ed in tanti altri film, non sono più presi in considerazione. Poi, si può iniziare il solito argomento de “I Gusti son Gusti“, certo, per carità…

Ma cazzo, dovremmo renderci conto che ultimamente, e non solo in campo cinematografico, il sapore della merda piace moltissimo.