La Coniceddra

Coniceddra
Una "Coniceddra" in Largo Umberto I°

La Calabria, si sà, è una regione molto religiosa, ma un tempo lo era molto di più rispetto ad oggi. Oggi dilaga quella falsa religione, che ognuno manipola un po’ come gli pare e piace, non solo in Calabria, ma in tutto il mondo (più o meno).

Una volta era sicuramente diverso. Una volta la religione era sentita, Dio era quasi temuto, tanto quanto le pene che potevano derivare da una vita condotta male. Vi era insomma un approcio completamente diverso alla religione. Non credo fosse una cosa positiva, ma ha sicuramente influito in modo positivo nella vita di molte, molte famiglie.

Ad aumentare queste considerazioni della religione, non c’èra solo un contesto sociale completamente diverso rispetto a quello che vediamo noi (basta chiedere ai nostri nonni come vivevano da ragazzi, rispetto a noi), ma anche la diretta discendenza della Vecchia Religione, ossia la “fusione” del vecchio culto (fatto di tante altre figure e credenze che esplorerò più avanti)  con il Cristianesimo.

Dal più remoto passato dell’uomo, si crede che la raffigurazione di “creature superiori” (che non sono necessariamente dei Santi o degli Dei, ma possono anche essere dei Re, degli Imperatori) possa in qualche modo proteggerci. Si tende ad esorcizzare il male attraverso dei chiari simboli o figure, ed un chiaro esempio ne sono le Coniceddre

La Coniceddra, chiamata anche Conicella, altro non è che un’immagine sacra, con relativo sacrario (o tempietto). La Calabria, e sopratutto la zona di Crotone, ne è piena. Oggi sono per lo più stampe, e sulla ss106/E90 non mancano dei “cartelloni pubblicitari” con le immagini di Cristo, della Madonna e di Padre Pio. Veramente orribili.

Le più antiche erano semplici, rudimentali, realizzate in terracotta, fango, argilla. Veniva raffigurata la statuetta di un santo (sopratutto quello protettore), o della sacra spina della croce (altro culto molto sentito nel Crotonese), l’immagine della Madonna, e in seguito si aggiunse anche Padre Pio. Con il passare del tempo, le statuette sono state sostituite con delle stampe (come quella che vedete nella foto), altrettanto belle e caratteristiche.

Il termine Coniceddra ha un’origine che in realtà è nota anche a noi, solo che non lo sappiamo! La parola deriva direttamente dal Greco: Coni (termine che si usa tutt’oggi per indicare una statuetta sacra). In seguito questa parola si trasformo in quella che tutti oggi conosciamo ed utilizziamo, cioè Icona.

Queste icone sacre venivano utilizzate sopratutto per scacciare il male, allontanare la sventura e le sciagure, e sopratutto per protezione. Venivano costruite coniceddre ovunque, dagli incroci stradali (all’epoca sentieri sterrati), sui ponti, nei muri delle case. Ovunque! In questo modo si pensava di essere protetti da più o meno tutto (quelle sui sentieri evitavano di perdersi, sui ponti che cadessero, nelle case che crollassero e così via). Basti sapere che, solo nella zona di Petilia Policastro, ci sono più di 200 coniceddre, solo nel centro cittadino. Un numero assai altro, senza contare tutte quelle che si possono osservare andando verso il paese, ma anche lungo le strade più in generale.

Con questa piccola panoramica, ora conoscete un nuovo termine del nostro dialetto. Vi lascio comunque un ottimo approfondimento che potete consultare per sapere qualcosa in più. Al prossimo termine! 😀