Questione d’immagine

Il primo video è già online

Nelle ultime settimane sono nate moltissime polemiche per via delle “enormi spese” sostenute dall’amministrazione per sponsorizzare e pubblicizzare eventi. C’è chi polemizza per le stampe dei manifesti sul Cantiere Crotone, chi per i soldi spesi per gli eventi natalizi, chi per le pagine “comprate” dal Sindaco per i suoi rapporti, e chi per le mappe sempre sbagliate. Ancora nessuno però ha proferito parola sul nuovo servizio streaming del Comune di Crotone, e molto probabilmente nessuno ne parlerà. Allora tanto vale riaprire l’argomento.

Partiamo subito con una considerazione fondamentale: i servizi si pagano. Ed il servizio scelto dall’ente, ossia Magnetofono 2.0, è un servizio a dir poco ottimo. Da informatico che ha già lavorato con software dedicati alla PA non posso che essere contento della scelta, che ci mette a disposizione tutta una serie di comodità già ben elencate. Il punto del discorso però è un altro: ci serve davvero lo streaming? Perché c’è costato ben 29.317,33€ (Determinazione dirigenziale Del 24-10-2017 N. 2085), e rischia di non servire proprio a nulla.

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Amazon Locker, come taggarlo correttamente

Belli sul lungomare

Anche a Crotone è sbarcato il primo Amazon Locker, ossia un punto di ritiro per i propri ordini senza dover aspettare il corriere a casa. Una bella comodità, sopratutto per chi, come il sottoscritto, si trova spesso a bisticciare con postini o corrieri. Non mi dilungo molto sul funzionamento degli armadietti, dato che si tratta di una classica packstation ampiamente diffusa nel resto del paese.

Ma come si segnala un punto del genere su OpenStreetMap? Le guide in italiano scarseggiano, e prevale un po’ il “fai come ti pare”, tra tag improbabili e semplici aggiunte come note. Per fortuna esiste uno standard “europeo”, condiviso nel Regno Unito ed in Germania, completo ed efficace. Vediamolo nel dettaglio:

Key Tag
amenity vending_machine
vending parcel_pickup
operator Amazon
collection_times 24/7
addr:postcode 88900
ref 123

 

Ovviamente, abbiate cura di sostituire i dettagli. Questo schema va bene anche per eventuali armadietti di altre compagnie, e ritengo che sia uno dei più completi nonostante il dubbio iniziale della “vending_machine”. Ultima cosa, non ho inserito la chiave ref per il semplice fatto che l’armadietto di Crotone non ha alcuna identificazione, mentre nelle grandi città è possibile avere armadietti dotati di codici univoci.

That’s all 😛

A nìva vecchia: perché si chiama così?

Il piccolo slargo nel centro storico

Il centro storico di Crotone racchiude tanti piccoli segreti. Uno dei più noti è un piccolo slargo, all’incrocio tra Via Lucifero e Via Menandro (qui), una piazzetta dal nome decisamente inusuale: à nìva vecchia.

Le viuzze del nostro centro storico (le rùe o rùje, oggi strìtti) hanno infatti dei nomi sostanzialmente prevedibili. Molte strade prendono il nome da antichi personaggi della Grecia Classica e della Magna Grecia (Menandro, Democide, Enea ecc.), altre invece hanno preso il cognome delle famiglie nobili (Gallucci, Peluso, Soda ecc.), e solo alcune portano i nomi dei personaggi dell’Unità d’Italia (Garibaldi, Cavour) o meno noti (come Ducarne). Per questo motivo, un nome ufficiale in dialetto risulta decisamente inusuale.

Ma seppur in dialetto, è un nome che non lascia spazio alla fantasia. Nìva vecchia, ossia “neve vecchia”: sin dalla metà del ‘700, in questa piazza venivano commerciati ghiaccio e neve provenienti dalla Sila. Non esistevano ancora i frigoriferi, e le tecniche di refrigerazione alimentare non erano ancora molto evolute, ma si erano già diffuse tra la popolazione. La città, ancora racchiusa tra le mura aragonesi, vedeva le sue piazzette ben divise in base ai generi che vi si potevano comperare: c’era à peschiria dove comprare il pesce, à dhjazza lòrda dove comprare la carne, e à nìva vecchia dove comprare il ghiaccio.

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